Studi di settore: bastano per rettificare quando il contribuente non si discolpa

ACCERTAMENTO

Corte di cassazione - Sezione V civile - Ordinanza 30 settembre 2019 n. 24330

30.09.2019

Il contribuente che non si presenta al contenzioso in fase predibattimentale per contestare il risultato dell'accertamento con studi di settore ha poche chances di difendersi nelle fasi successive.

La decisione. Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 24330/19. La Corte ha precisato che gli studi di settore anche se non poggiano su elementi gravi, precisi e concordanti, tuttavia, gli strumenti nel tempo si sono sempre più affinati così da diventare uno strumento di accertamento a tutti gli effetti. In seconda battuta una volta applicato lo strumento e, quindi, in presenza di elementi quali l'antieconomicità dell'attività il contribuente in fase contenziosa può esporre le proprie difese, ma il cittadino nemmeno in questa fase ha esposto nulla, nella convinzione errata che gli studi di settore non potessero da sé rettificare quanto dichiarato dal contribuente. Quindi risulta legittimo l'agire dell'amministrazione finanziaria che ha instaurato il contraddittorio con il contribuente, non proseguito per scelta di quest'ultimo, e che pertanto ha inviato l'avviso di accertamento basandolo sugli studi di settore. A fronte di ciò il contribuente ha lamentato la mancata prova da parte del Fisco del sollecito rivolto al contribuente ai fini del proseguio del contraddittorio. Sul punto i Supremi giudici hanno rilevato che un tale obbligo non è previsto dalla legge e che sia sbagliato ciò che afferma il cittadino ossia che in fase predibattimentale gli sia stato in qualche modo limitato o addirittura inibito il proprio diritto. Di qui il principio di diritto secondo cui «in materia di accertamento del reddito d'impresa, qualora il contribuente regolarmente invitato a prendere parte al contraddittorio precontenzioso scelga di non avvalersi della facoltà, l'amministrazione finanziaria può fondare il proprio accertamento anche esclusivamente sulle risultanze del confronto tra il reddito dichiarato e quello invece calcolato facendo applicazione degli studi di settore, salvo il diritto del contribuente di allegare e provare in sede contenziosa anche per la prima volta, elementi idonei a vincere le presunzioni su cui l'accertamento è fondato».

Considerazioni. Elemento da evidenziare è che l'omessa partecipazione al contradditorio predibattimentale del contribuente non impedisce al contribuente di far valere le proprie ragioni in fase contenzioso, ma questi deve allegare e provare elementi che siano sufficienti a vincere le presunzioni che come nel caso esaminato assistono l'operato dell'Ente impositore, e sono comunque idonee a fondare, anche da sole la validità dell'accertamento, come correttamente affermato dalla sentenza impugnata.