LE LINEE GUIDA in commissione

Bonafede: pene più severe per gli evasori e processi rapidi

16/10/2019

Nel perseguimento della legalità è "assolutamente necessario proseguire nella lotta alle
organizzazioni mafiose e potenziare le misure di contrasto all'evasione fiscale, anche prevedendo l'inasprimento delle pene per gli evasori e rendendo più trasparenti le transazioni commerciali". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, illustrando le linee programmatiche del suo dicastero davanti alla Commissione Giustizia della Camera.

Tempi del processo
- Restano "tra i più elevati della Ue" i tempi necessari "per definire le cause civili, nonostante lo straordinario impegno e la straordinaria produttività dimostrata dalla magistratura italiana, in cima alle classifiche europee per rendimento", ha poi evidenziato il ministro. Anche per quanto riguarda la durata dei processi penali c'è una "marcata distanza dell'Italia dagli altri Paesi europei". Il dato positivo è invece che calano i procedimenti pendenti.

In particolare per quanto riguarda i processi civili "anche nel 2019" è proseguito il calo delle
pendenze. Al termine del primo trimestre i fascicoli pendenti complessivamente intesi (civili, esecuzioni e fallimenti) erano 3.408.529 milioni, l'1% in meno rispetto alla fine del 2018, il
5% rispetto a un anno prima. "Se si escludono le procedure concorsuali e le esecuzioni, e quindi con riguardo alle sole cause civili in senso proprio - ha specificato Bonafede - alla stessa data le pendenze risultavano pari a 2.896.67, in ulteriore diminuzione rispetto alla fine del 2018, che già aveva fatto registrare, per la prima volta dal 2003, un valore inferiore ai 3 milioni (risultati in parte spiegabili anche con il calo delle iscrizioni civili, sintomo di un abbassamento di fiducia nei confronti del sistema giustizia)". Obiettivo della riforma che si sta scrivendo è una " maggiore semplicità del procedimento " e misure per accelerare i tempi. Si interverrà anche sulla mediazione obbligatoria e sulla negoziazione assistita: verrà meno l'obbligo di ricorrervi in via preventiva per le controversie in materia bancaria, assicurativa e di responsabilità sanitaria.
Per quanto riguarda i processi penali pendenti "per la prima volta dal 2010", al termine del primo trimestre del 2019 "sono scesi al di sotto di 1,5 milioni, attestandosi sul valore di 1.497.072", ha detto Bonafede, spiegando che la riforma in fase di definizione politica prevede "lo snellimento dei riti e l'adozione di misure che consentano, eliminando i tempi morti, di semplificare e velocizzare il procedimento penale nonchè di ridurre le pendenze".

Riforma Giustizia
- Sulla riforma della giustizia "il confronto politico con le forze che compongono la maggioranza di governo sta dando i suoi frutti". Lo "dimostra già il recepimento, da parte degli uffici competenti, dei primi contributi raccolti nel corso delle interlocuzioni avvenute nelle ultime settimane". Bonafede ha anche detto di confidare nel sostegno del Parlamento "per portare avanti quella che io ho già definito come una vera e propria rivoluzione per la giustizia italiana, destinata al perseguimento dell'ambizioso e ormai non più rimandabile obiettivo di restituire fiducia a tutti i cittadini-utenti nel sistema giudiziario", attraverso la "drastica riduzione" dei tempi dei processi.

Sovraffollamento carceri al 128%
- Si attesta al 128% il sovraffollamento nelle carceri italiane. Bonafede ha voluto sottolineare "l'attenzione" posta al fenomeno carcerario, "nella prospettiva del maggior benessere dei detenuti e degli agenti della polizia penitenziaria". Obiettivo da perseguire "anche attraverso l'implementazione di imponenti interventi di edilizia penitenziaria nonché per mezzo di una rafforzata politica di espulsioni dei detenuti extracomunitari a favore dei loro Paesi di provenienza".

Intercettazioni e privacy - "Coniugare le esigenze di giustizia, il diritto di difesa, la privacy e il diritto degli organi di stampa ad informare e quello dei cittadini ad essere informati". E' questo per il ministro della l'obiettivo della revisione della disciplina delle intercettazioni. "In altri termini - ha detto - sarà necessario garantire la piena funzionalità di uno strumento investigativo di primaria importanza evitando, al contempo, che i dati sensibili acquisiti divengano oggetto di diffusione impropria e incontrollata".

Su ergastolo ostativo valuterà Parlamento
- Dopo la recente sentenza della Cedu che ha chiesto allo Stato Italiano di intervenire in materia di ergastolo 'ostativo, "la posizione dell'Italia è chiarissima ed è stata esposta nelle sedi opportune", ha commentato il ministro. "A questo punto, il Parlamento, nella sua piena sovranità, farà le sue valutazioni".

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