emergenza covid-19

Cassa forense, "faremo di tutto" ma "non siamo lo Stato"
Il Ministero chiede le fasce di reddito

| 21/3/2020

"Il cosiddetto decreto Cura Italia ha discriminato i liberi professionisti" e per questo "faremo di tutto perché venga migliorato o modificato" intanto "tutti gli Organi della Cassa sono attivamente impegnati nella analisi dei possibili interventi a tutela degli iscritti, sia sotto il profilo contributivo, sia sotto il profilo più strettamente assistenziale e di supporto alla professione". Lo scrive in una missiva a tutti gli scritti il presidente di Cassa forense, Nunzio Luciano , aggiungendo però che la "Cassa Forense non è lo Stato e non può adottare con le sue risorse misure sostitutive del reddito per 245.000 colleghi". Per cui "auspichiamo che "tutte le componenti dell'Avvocatura non formulino richieste di misure inattuabili ed insostenibili anche perché non praticabili da un punto di vista normativo, statutario e regolamentare".

Intanto, l'Adepp rendo noto che il Ministero del Lavoro ha inviato una lettera alle Casse di previdenza in cui chiede "con la massima urgenza" il dettaglio del numero di iscritti distinti per fasce di reddito perché la somma che è esentasse sarà erogata solo al di sotto di un certo guadagno ancora da definire.

Gli scaglioni, risultanti dalla dichiarazione 2018, indicati dal Ministero sono:
fino a 12.000 euro lordi l'anno
da 12.000,99 a 15.000
da 15.000,99 a 18.000
da 18.000,99 a 20.000
da 20.000,99 in poi

"Un primo passo importante" commenta il Presidente dell'AdEPP Oliveti che ricorda la richiesta al Ministero "di poter allentare l'eccessiva riserva". Su questo fronte si sarebbe aperto un primo spiraglio con la richiesta del Ministro del lavoro Catalfo di conoscere quali sono le iniziative che le Casse intendono mettere in campo.

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