le proposte del consiglio forense

Cnf al Governo: reddito ultima istanza, sospensione versamenti e stop vincoli a Cassa forense

24/3/2020

Prendono forma le richieste che il Consiglio nazionale forense presenterà a breve al Governo per fronteggiare l'emergenza Covid-19 nello svolgimento della professione. Ne dà notizia " Il Dubbio" , quotidiano dell'Avvocatura italiana. Fra gli interventi richiesti dal Cnf al Premier Conte ed al Ministro dell'Economia figurano: la possibilità per Cassa forense di assicurare «interventi di sostegno e supporto agli iscritti colpiti dalla inevitabile crisi economica generata dalla pandemia, in deroga ai regimi vincolistici ordinari, e per tutto il tempo che sarà necessario». Si sollecita poi l'adozione di un « reddito di ultima istanza » anche «in favore degli avvocati», e senza prevedere un «sistema di precedenza basato sulla data della richiesta». Un no secco dunque al click day che peraltro sembrerebbe essere stato già escluso dal Ministero del Lavoro. Ma i legali chiedono anche lo stop alla ritenuta d'acconto «per tutto l'anno 2020 e a prescindere dalle condizioni di accesso oggi previste». E ancora, un « credito di imposta di 1.500 euro mensili da utilizzare in compensazione dei tributi da versare nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020». Ed anche un credito di imposta sugli affitti degli studi legali, oltre al «diritto di compensare i crediti vantati a titolo di patrocinio a spese dello Stato senza alcun limite di carattere finanziario e temporale». Si tratta dunque di un insieme di misure di sostegno alla categoria che raccoglie anche le proposte presentate in questi giorni autonomamente dagli ordini territoriali e dall'Organismo congressuale forense.

Vi è poi una parte dedicata a misure atte a favorire lo svolgimento della professione, rivolta al Ministro della Giustizia, in cui si auspicano modalità semplificate di « richiesta e ricezione di certificati ed estratti di stato civile », di « trasmissione degli accordi di negoziazione assistita » e di «richieste di liquidazione» per il patrocinio a spese dello Stato. Per quanto concerne il settore penale, invece, la richiesta è quella di permettere la detenzione domiciliare anche in assenza del braccialetto elettronico, vista l'assoluta carenza dei dispositivi. Chiesta anche la «sospensione dei termini relativi all'esecuzione delle pene» almeno «per i casi in cui il condannato sia in stato di libertà».

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