Quarta edizione

Autocertificazione, il modello cambia ancora

| 26/3/2020 17:26

Cambia ancora il modello di autocertificazione: è il quarto dall'inizio dell'emergenza coronavirus. L'edizione digitale pubblicata oggi, 26 marzo, sul sito istituzionale del ministero dell'interno, è editabile.

Solo tre giorni fa era stato diffuso il terzo modello che era stato adeguato alle restrizioni di cui all'ultimo Dpcm del 22 marzo, secondo cui il rientro tout court nel luogo di «domicilio, abitazione o residenza» non è più consentito; lo è – come ha spiegato il prefetto Gabrielli ai questori nella circolare del 23 marzo scorso – solo «nel caso in cui lo spostamento all'esterno è connesso ai motivi legittimanti », cioè per:
- comprovate esigenze lavorative;
- assoluta urgenza ("per trasferimenti in comune diverso", come previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera b del Dpcm 22 marzo 2020);
- situazione di necessità (per spostamenti all'interno dello stesso comune o che rivestono carattere di quotidianità o che, comunque, siano effettuati abitualmente in ragione della brevità delle distanze da percorrere);
- motivi di salute.

L'odierno modulo, come il precedente, contiene l'i ndicazione del luogo di inizio dello spostamento e di quello di destinazione ma, in più, reca anche la dichiarazione «di essere a conoscenza delle ulteriori limitazioni disposte con provvedimenti del Presidente delle Regione […] che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti dai medesimi provvedimenti […] (indicare quale)». Il ministero dell'interno ha dunque tenuto conto delle restrizioni via via adottate in questi ultimi giorni anche a livello regionale (vedi ad esempio le ordinanze di "chiusura" degli ingressi emanate dai presidenti della Regione Calabria, Regione Basilicata, Regione Sardegna e Regione Sicilia), finalizzate ad evitare le note "transumanze" da Nord al Sud.

Inoltre quest'ultimo modello ha eliminato il riferimento alle sanzioni penali previste, in caso di violazione delle misure di contenimento, dall'ormai abrogato Dl n. 6/2020, convertito in legge n. 13/2020, e vi ha inserito il riferimento aggiornato al nuovo Dl n. 19/2020, entrato in vigore oggi, il cui articolo 4 contempla, nell'ipotesi-base, (in luogo dell'abrogata fattispecie contravvenzionale già sanzionata ai sensi dell'articolo 650 del Cp), il pagamento, a titolo di illecito amministrativo, di una somma da euro 400 a euro 3.000
.
Infine, nell'ultima parte, quella "personalizzabile" dal dichiarante con l'indicazione dei motivi delle proprie uscite, è interessante segnalare l'inserimento - a mo' di casistica ufficiale degli spostamenti consentiti - talune ipotesi esemplificative (quali: «lavoro presso …, devo effettuare una visita medica, urgente assistenza a congiunti o a persone con disabilità, o esecuzioni di interventi assistenziali in favore di persone in grave stato di necessità, obblighi di affidamento di minori, denunce di reati, rientro dall'estero, altri motivi particolari, etc….».

IL NUOVO MODELLO

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