LA CIRCOLARE

Passeggiata sotto casa con i figli, la circolare del Viminale

| 31/3/2020 19:47

Nuovi chiarimenti dal Ministero dell'Interno sul divieto di assembramento e di spostamenti di persone fisiche sul territorio nazionale per contenere l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

LA CIRCOLARE

Nel testo firmato il 31 marzo dal Capo di Gabinetto del Ministro (Piantedosi) si legge tra l'altro che "per quanto riguarda gli spostamenti di persone fisiche, è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, purché in prossimità della propria abitazione". "La stessa attività – prosegue - può essere svolta, inoltre, nell'ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute".

La nota ha però subito sollevato polemiche. L'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, ha commentato così: "Spero che i cittadini ignorino questa folle, insensata e irresponsabile circolare, che stiano a casa e organizzino giochi con i propri figli".

IL TESTO DEL COMUNICATO

A questo punto il Viminale ha cercato di chiarire meglio i contenuti della circolare ma ha soltanto aumentato la confusione avendo prodotto ben tre comunicati diversi nel giro di 12 ore. Nell'ultimo aggiornamento delle 9.07 di questa mattina si legge fra l'altro: "la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute". È dunque comparsa una "e" che sembrerebbe ricondurre la possibilità di uscire con i figli soltanto nei casi di necessità e salute, previsione non presente nel testo della circolare.

La circolare ricorda poi che "resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici" ed "evidenzia che l'attività motoria generalmente consentita non va intesa (e qui nel secondo comunicato si aggiungeva "soltanto" ndr) come equivalente all'attività sportiva (jogging)". Ciò in considerazione del fatto che l''art. 1 del Dpcm 9 marzo scorso tiene distinte ed ammette le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima il camminare in prossimità dell'abitazione.

Sono, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione "giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l'assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute".

Più in generale il Ministero ribadisce che "la finalità dei divieti e delle limitazioni" risiede nell'esigenza di "prevenire e ridurre la propagazione del contagio". In questo senso, prosegue "appare evidente come il perseguimento della predetta esigenza implichi valutazioni ponderate rispetto alla specificità delle situazioni concrete". Per cui, per esempio, "il divieto di assembramento non può ritenersi violato dalla presenza in spazi all'aperto di persone ospitate nella medesima struttura di accoglienza (ad esempio, case-famiglia)". Chi arriva da fuori (operatori, fornitori, familiari, ecc.) però "sarà comunque tenuto al rispetto del divieto di assembramento, della distanza interpersonale di un metro e dall'utilizzo degli occorrenti presidi sanitari (mascherine e guanti)".


LA (DISCUSSA) CIRCOLARE DEL VIMINALE SULLE USCITE "GENITORI-FIGLI MINORI"

di Aldo Natalini

Proprio alla vigilia dell'annuncio del ministro della salute Speranza - nell'informativa al Senato del 1° aprile - della proroga delle misure di contenimento fino al 13 aprile, dal ministero dell'interno giunge - inaspettata - un'interpretazione estensiva sul divieto di assembramento e sugli spostamenti delle persone fisiche (oggetto, spesso, di interpretazioni contrastanti date dalle forze dell'ordine in occasione dei controlli dei cittadini trovati fuori casa).

Con circolare n. 15350 emanata il 31 marzo 2020 dal capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, il Viminale ha chiarito che, per quanto riguarda le uscite, «è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell'ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute.

Nel rammentare che resta vietato «svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici», il Viminale evidenzia che l'attività motori a generalmente consentita «non va intesa come equivalente all'attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l'attuale disposizione di cui all'articolo 1 del Dpcm del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione. Potranno essere, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l'assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute».

In ogni caso - ribadisce la circolare ministeriale - tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto generale di assembramento e, quindi, all'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale minima di un metro da ogni altra persona.

La circolare - vincolante per i prefetti cui è diretta ed estesa a tutte le forze dell'ordine, quotidianamente impegnate nella vigilanza sulla corretta osservanza delle misure di contenimento - ha subito suscitato forti critiche da parte di alcuni esponenti regionali (come il governatore della Campania, Vincendo De Luca, e l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera) che hanno giudicato "devastante" il messaggio "lassista" fatto passare dal Viminale, in una fase delicatissima in cui non si può mollare la presa, ed hanno invocato le proprie ordinanze più restrittive («In Lombardia non cambierà nulla di quello che c'è nella mia ordinanza», ha tuonato il governatore lombardo Attilio Fontana).

A fronte di queste dure prese di posizione, il ministero dell'interno il 1° aprile ha dovuto diramare una nota di chiarimento ove specifica che «le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano»: la circolare del 31 marzo che consente le uscite genitori-figli minori «si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute».

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