concorrenza

Negozi aperti la domenica: criterio di prevalenza nei fatturati non modificabile dai Comuni

| 03/04/2020

Corte di cassazione - Sezione I - Sentenza 3 aprile 2020 n. 7676

Basta il semplice superamento del 50% del fatturato relativo alla vendita dei beni interessati dalla liberalizzazione del Decreto Bersani perché l'esercente commerciale possa "liberamente" decidere di aprire anche la domenica. La Cassazione, con la sentenza n. 7676 di oggi ha respinto definitivamente la pretesa di Confesercenti Ravenna alla condanna, per comportamento anticoncorrenziale, compreso risarcimento dei danni, nei confronti della società proprietaria (M.Business Srl, già M. SEI Srl) dei negozi "Mercatone Uno". L'associazione dei commercianti riteneva che in relazione alla vendita di mobili, categoria ammessa dalla legge alla libertà di orario "domenicale" nelle città d'arte e di interesse turistico, in realtà fosse preminente la determinazione del Comune di Russi che aveva adottato, invece della prevalenza semplice del 50% più uno, una qualificata al 75% per la vendita di mobili, mentre Mercatone Uno realizzava solo il 60 per cento. La Cassazione spiega che la violazione della delibera comunale non incide sul diritto ad aprire la domenica. Perché - spiega la Cassazione - se è vero che la materia del commercio è di esclusiva competenza delle Regioni, che dettano ai Comuni le norme di perimetro, è pur vero che l'articolo 13 del Decreto Bersani come interpretato dal ministero competente è norma non modificabile dalle Regioni in quanto proconcorrenziale rientrante nella politica economica riservata allo Stato.

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