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Dl Rilancio, Adepp: 600 euro a rischio - Cassa Forense: subito errata corrige in "Gazzetta"

| 22/5/2020

L'Adepp - l'Associazione degli enti previdenziali privati - prende di petto il Dl Rilanci o pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" del 19 maggio attaccandolo per "l'ennesima disattenzione" nei confronti dei professionisti ordinistici, denunciando un pasticcio normativo che impedirebbe a chi ha preso i 600 euro a marzo di riottenerli anche ad aprile e maggio, anche se il Fondo è stato appositamente rifinanziato, e lamentando l'esclusione dal "Contributo a fondo perduto" previsto per tutte le altre partite Iva. Da qui l'invito Al Governo perché "corregga il tiro".

Per Cassa Forense non può che trattarsi di un "refuso" tuttavia "l'intepretazione letteraria è chiara: i due bonus non sono cumulabili, chi dunque avrebbe preso il bonus a marzo sarebbe incompatibile con aprile e maggio questo dice l'articolo 86". La Cassa dunque ritiene che l'articolo debba essere corretto "con un errata corrige in Gazzetta Ufficiale, perchè i tempi della conversione in legge altrimenti sono troppo lunghi". L'Isitituto di previdenza auspica poi che tutto venga fatto "prima dell'emanazione del Decreto ministeriale che dovrà dettare i criteri con cui erogare i bonus".

Per il presidente Adepp Oliveti: "Da un lato il Governo ha rifinanziato gli indennizzi statali per i mesi di aprile e di maggio dall'altro un codicillo ha stabilito che chi ha preso i 600 euro a marzo, non potrà ottenerli nei mesi a venire. Confidiamo che si tratti di un errore materiale e a tal proposito abbiamo chiesto chiarimenti ai ministeri e un'eventuale correzione."

All'origine del problema, ribadisce una nota dell'Associazione, ci sarebbe un corto circuito tra due disposizioni del decreto legge Rilancio, dove un primo articolo (il numero 78) rifinanzia la misura di marzo anche per aprile e maggio mentre un altro articolo (il numero 86) rende l'indennizzo già erogato incompatibile con quello dei mesi successivi. Lo scivolone sui 600 euro però non è l'unico motivo di critica.

"Lamentiamo disattenzione anche sul fronte fiscale – aggiunge Oliveti –, visto che in nessun decreto si è trovato ancora il modo di chiarire come debbano essere trattati gli aiuti degli enti di previdenza dei professionisti". "Trattandosi di interventi assistenziali analoghi – prosegue -, vorremmo che l'esenzione fiscale applicata ai 600 euro statali venga riconosciuta ai sussidi autonomi e aggiuntivi delle Casse. Nelle more proporremo interpello all'Agenzia delle Entrate."

Capitolo a parte poi l'e sclusione dal Contributo a fondo perduto. "Tutto questo – conclude Oliveti - mentre il decreto legge Rilancio ha persino escluso i professionisti iscritti alle Casse dai contributi a fondo perduto, anche questi esentasse, accordati ad imprese e altri autonomi con partita iva"."Siamo stanchi di ritrovarci sempre discriminati e per giunta tassati. È ora che il Governo corregga il tiro", conclude Oliveti.

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