l'assemblea Enaly

Pandemia e magistratura onoraria europea, l'Italia resta un caso a sé

| 29/5/2020

L'Assemblea Generale dell'European Network of Associations of Lay Judges quest'anno, non ha avuto corso a causa della crisi pandemica che ha sconvolto abitudini e attività di intere nazioni sospendendo, di fatto, un incontro annuale molto atteso tra le delegazioni europee. Il congresso avrebbe dovuto svolgersi a Breslavia con il patrocinio della Università di Pozdan e avrebbe visto il coinvolgimento per la prima volta, anche di una delegazione russa, moldava e ucraina.

Nell'Agenda di quest'anno oltre ai rapporti con la Commissione Europea, una particolare attenzione era destinata alla formazione della magistratura non professionale di cui l'Italia in particolare, già da qualche anno, si sta facendo personalmente carico garantendo il sostegno e il proprio fattivo coinvolgimento a progetti elaborati da alcune Università Italiane che coinvolgono anche altri istituti e associazioni europee.

Tuttavia, alcune delle delegazioni europee hanno voluto mantenere vivo l'impegno della Rete Europea delle associazioni dei Giudici laici e onorari e adeguandosi alla emergenza in atto, si sono incontrate in videoconferenza a metà maggio, per scambiarsi notizie e riflessioni in merito alla situazione delle attività giudiziarie nei rispettivi paesi.

La situazione italiana - Costituisce un dato oggettivo che in Italia come negli altri paesi europei, a causa del lockdown, per evitare il contagio e nella incertezza sulla concreta evoluzione del Covid 19, in un prossimo futuro, l'attività giudiziaria e con essa anche l'impiego dei giudici laici e onorari nelle Corti e nei Tribunali ove previsto, subiranno limitazioni dopo un periodo di sospensione. La situazione italiana, in particolare, dopo la prima fase di sospensione dell'attività giudiziaria, prevista dal 9 marzo all'11 maggio 2020 (prima fino al 16 aprile), appare unica e sui generis e presenta in generale delle criticità che non si rilevano in altri sistemi giudiziari tenuto conto della eterogeneità dei protocolli e delle linee guida adottate dai presidenti dei tribunali circondariali a cui è stato demandato il compito, con relative responsabilità, di organizzare le attività dopo la stasi sentiti anche i Consigli dell'Ordine, come previsto dal Dl n° 18/20 art. 83 co. 6, convertito nella legge n° 27/20.

È notoria la confusione che ne è derivata e che sta sollevando le proteste dell'avvocatura stessa anche per la mancata ripresa delle attività della magistratura di pace che in Italia è parte dell'ordinamento giudiziario, ha un ruolo autonomo e tratta quasi il 60% tra contenzioso civile e penale (è stato adottato quasi un protocollo per ogni ufficio). La divergenza tra le linee guida adottate dai capi degli uffici e la mancanza di disposizioni certe e univoche per tutti ha dato corso a una sorta di inedito federalismo giudiziario sulle regole processuali poiché ogni tribunale, come organo di coordinamento dell' ufficio del giudice di pace, si è mosso in ordine sparso sia con riguardo alle attività amministrative (iscrizione a ruolo a mezzo Pec ovvero con deposito in cancelleria su prenotazione) che a quelle giurisdizionali.

La confusione generalizzata è stata anche la inevitabile conseguenza della soppressione di moltissimi uffici del giudice di pace ovvero del passaggio di gestione agli enti comunali che, a norma del Dlgs 156/12, abbiano inteso farsene carico e che non hanno ancora risolto molte delle problematiche iniziali. La quasi totale paralisi degli uffici perché moltissimi non hanno intrapreso alcuna attività (addirittura vi sono uffici che non dispongono ancora di Linee guida) in assenza di una normativa emergenziale ad hoc e rimanendo in attesa delle autorizzazioni delle Asl, ha posto la magistratura di prossimità in uno stato di angosciante quiescenza (un ossimoro se si consideri che non gode di alcuna tutela) per un futuro incerto e non definibile a causa del rischio, più che concreto, di una ripresa ben oltre l'estate, addirittura neppure a pieno regime a partire dal prossimo anno.

Gli effetti negativi anche per l'avvocatura e l'utenza, si conteranno certamente a breve e medio termine tenuto conto che molte cause sono state rinviate al 2021 e, in ogni caso, sarà consentita solo la trattazione di pochissime controversie.

Gli altri paesi europei - La situazione degli altri Tribunali e delle Corti dove prestano la loro attività anche i giudici laici od onorari, solo in parte appare analoga a quella italiana tenuto conto che per fronteggiare l'emergenza ed evitare il diffondersi del contagio, molte delle attività giurisdizionali sono rimaste comunque sospese anche in altri paesi europei sia pure per periodi più brevi e mostrano una ripresa per gradi e cautamente più lenta.

Per fare qualche esempio nei Tribunali commerciali e nei Tribunali e delle imprese - Belgio Austria, Germania - dove prestano la loro attività giudici laici esperti nel loro campo (commercialisti, amministratori di società, revisori contabili), tutte le attività sono restate in lockdown dal 16.3. 20 al 6 maggio e la riapertura è avvenuta previa adozione di tutti i necessari presidi di sicurezza (mascherine, plexiglas, distanza di sicurezza e quant'altro). In ogni caso, sono stati limitati gli ingressi e le sessioni nei tribunali si sono svolte solo per casi necessari e urgenti. È tato prediletto il lavoro del personale in smart working e le udienze da remoto.

In Austria in particolare, sono stati sospesi tutti i termini sostanziali e processuali dal 22.3.20 al 30.4.20. La legislazione di riferimento si riviene nella legge federale sulle misure anticovid che tuttavia detta disposizioni univoche.

In Francia e in particolare, nei tribunali per i minorenni, disposizioni normative anticovid sono state adottate a partire dal 25.3.20. La gestione dell'udienza, ove necessaria, è stata prevista con la sola partecipazione del giudice professionale ma, in effetti, i casi trattati sono stati pochissimi. Sono stati trattati in videoconferenza solo i casi di imputati detenuti, con la partecipazione sia del minore che del giudice laico esperto.

In Scozia e Inghilterra i tribunali sono rimasti chiusi dal 20-23 marzo e le cause sono state rinviate ad agosto e settembre. Resta ancora un'incognita la data della ripresa delle attività giurisdizionali ma si presume una ripresa lenta e graduale per il prossimo autunno. Sono state decise le cause che presentano carattere di urgenza. L'attività dei giudici di pace che si occupano in genere di reati minori e che prestano la loro attività affiancando un giurista o un giudice professionale, è rimasta sostanzialmente sospesa.
Questo in breve, e in parte, il quadro che ci offre il confronto annuale con le altre delegazioni europee da cui emerge che, sia pure per un breve periodo, l'attività degli uffici giudiziari sia rimasta quasi sempre sospesa e sia destinata a una lenta ripresa anche condizionata alla evoluzione della crisi pandemica. Un dato appare certo: la confusione che sta caratterizzando la fase di ripresa dell'attività giurisdizionale in Italia (non ripresa, per molti Tribunali e uffici del Giudice di Pace), non si riscontra in altri uffici giudiziari.

Il ruolo negli altri Paesi - L'inattività (talvolta parziale) a cui sono stati costretti molti giudici laici e onorari impiegati nelle altre corti europee a causa della pandemia, appare poco rilevante se si consideri che svolgono funzioni affatto marginali, con minimo impegno che, appare superfluo evidenziare, non è in alcun modo paragonabile a quello sostenuto dai magistrati onorari italiani a prescindere dalla frequente e non più sostenibile banalizzazione del ruolo, dello status e della funzione. La partecipazione dei giudici laici e onorari negli altri sistemi europei costituisce piuttosto espressione di civiltà e democrazia e ha lo scopo di avvicinare i cittadini alla giustizia aumentandone la fiducia e non ha prodotto, di certo, gli effetti dirompenti che la paralisi degli uffici del giudice di prossimità e dei magistrati onorari in genere, va producendo in Italia.

La specificità italiana - Costituisce un dato di fatto che il sistema giudiziario italiano si regga sull'impegno dei magistrati onorari molti dei quali svolgono la funzione a tempo pieno e non potrebbe essere altrimenti se si considerino le materie attribuite alla competenza del giudice di pace e i carichi di ruolo assegnati ai giudici onorari di tribunale e ai vice procuratori onorari. E appare di tutta evidenza che a tale preziosa risorsa il legislatore non possa e non intenda rinunciare.

Non si giustifica pertanto, sia l'assenza di regole certe, chiare e univoche per disciplinare l'attività del giudice di pace nella fase di emergenza e consentirne la ripresa sia pure nel rispetto delle regole necessarie per garantire la sicurezza sanitaria negli uffici, sia la totale mancanza di attenzione del legislatore che non ha previsto alcuna indennità adeguata per una categoria di lavoratori che a differenza di quanto accade in altri paesi europei sostengono, di fatto, il peso della giustizia italiana.

* Past President Enaly

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