fase 3

Bonafede: la giustizia riparte -
I dubbi dell'Avvocatura

30/6/2020

"La pandemia ha rallentato l'attività giudiziaria, ma dopo mesi che c'è stato il blocco forzato, ripartiamo con le udienze", anche se "sull'organizzazione delle udienze il ministro della Giustizia non può entrare nel merito, se non a livello generale, lavoriamo però affinché l'attività giudiziaria nel Paese possa riprendere, con tutte le precauzioni, il ritorno alla normalità. I cittadini devono sapere che la pandemia non ferma la giustizia italiana". Lo ha detto il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, dopo la messa per le vittime della s trage ferroviaria di Viareggio del 2009, ai cronisti che chiedevano quando la Corte di Cassazione fisserà la data per l'udienza sul processo relativo al disastro ferroviario di cui oggi la città ricorda l'11 anniversario.

Preoccupati invece i legali che lamentano il fatto che nei tribunali "si celebrano pochissimi giudizi e i diritti dei cittadini e delle imprese restano in attesa, ostaggio di scelte inadeguate". Così, finiscono nel mirino degli avvocati anche "le recenti misure adottate dal Parlamento e dal Governo per una piena ripresa delle attività giudiziarie dal 1° luglio". Per i legali infatti "a causa dell'impossibilità di svolgere le udienze con modalità ordinaria - in mancanza di un adeguato piano di sicurezza - vi è il serio rischio che ne derivino rinvii generalizzati: cosicché tali misure, anziché consentire la ripresa, aggraverebbero i problemi in corso". Altra grossa fonte di preoccupazione per gli avvocati è la riorganizzazione delle cancellerie in mano ai capi degli Uffici. È slittato poi al 6 luglio il tavolo tecnico per la programmazione delle attività del personale dell'Amministrazione giudiziaria, dunque ad una data successiva alla annunciata ripresa della normalità nei tribunali.

Il Ministro è poi tornato sulla questione della riforma del processo. "Adesso – ha detto Bonafede - è importante concentrarci sulla celerità dei tempi del processo perché non basta dire che abbiamo superato il vecchio regime normativo della prescrizione, adesso i cittadini chiedono che ci sia un processo che abbia tempi brevi e, nei limiti del possibile, certi. C'è una riforma del processo penale che è del Parlamento e che deve andare avanti con velocità perchè è un'esigenza che hanno tutti i cittadini italiani".

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