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Professionisti, l'esclusione dal fondo perduto vìola il principio di uguaglianza

4/8/2020

CUP ed RPT si rivolgono ancora una volta in maniera unitaria al Capo del Governo per chiedere di correggere la norma che esclude gli iscritti alle Casse private di previdenza dai contributi emergenziali.

"Milioni di professionisti ordinistici – si legge in una nota congiunta - restano esclusi, anche dopo la conversione in legge 17 luglio 2020 n. 77 del decreto "Rilancio", dalla norma che disciplina il contributo a fondo perduto a favore degli autonomi e delle imprese".

Sono 2,3 milioni i professionisti rappresentati dal Comitato Unitario delle Professioni (CUP), guidato dalla Presidente Marina Calderone, e dalla Rete delle Professioni Tecniche (RPT), coordinata da Armando Zambrano, che chiedono di porre fine a quello che definiscono "un grave errore di valutazione che certamente avrà nefaste ripercussioni su di una realtà di importanza strategica per il futuro del Paese, sia perché legata inevitabilmente all'economia della conoscenza, sia perché cruciale nel garantire corretti rapporti tra i cittadini e le Pubbliche amministrazioni italiane".

"Sotto il profilo giuridico - si legge nella lettera inviata al Capo del Governo - l'esclusione dei professionisti dalla platea dei destinatari dei contributi, di cui all'art. 25 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, realizza una ingiustificata disparità di trattamento, con manifesta violazione del principio di eguaglianza di cui all'art. 3 della Costituzione, nonché una violazione del principio ormai affermatosi nel diritto europeo in forza del quale i professionisti sono da considerarsi realtà socio-economiche equivalenti alle piccole e medie imprese (PMI) ai fini dell'accesso a sussidi e provvidenze".

"È facilmente prevedibile - ammoniscono i professionisti - che il perpetuarsi di questa esclusione finirà per generare un contenzioso volto a far valere i vizi e le criticità della scelta normativa.

"Dopo i vari confronti di questi mesi e i nostri appelli auspichiamo – concludono Calderone e Zambrano – che il Governo si faccia finalmente carico della questione, correggendo un indirizzo che oltre non condivisibile per le ragioni già evidenziate, si pone in contrasto con l'attenzione e la capacità di ascolto manifestata nei confronti delle professioni italiane, un comparto fondamentale che contribuisce alla produzione del 14% del Pil del Paese e necessita di canali dedicati per l'accesso a liquidità finanziaria".

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