NESSUNA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO

Dna decisivo per l'uomo, ma la donna può rimanere anonima

| 1/6/2017

Corte di cassazione – Sezione I civile – Sentenza 1° giugno 2017 n. 13880

Non vi è disparità di trattamento tra la facoltà concessa alla donna di abortire o comunque di restare anonima dopo il parto e l'assenza per l'uomo che non voglia essere riconosciuto padre di un diritto a non sottoporsi al test del Dna. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza 1° giugno 2017 n. 13880, rigettando l'eccezione di costituzionalità sollevata da un uomo dichiarato giudizialmente papà dopo aver rifiutato l'indagine genetica.
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