CEDU

Il giornalista sceglie le «carte» delle indagini in corso da pubblicare

| 09/08/2014

Corte europea dei diritti dell'uomo – Sentenza del 1° luglio - ricorso n. 56925/08

I giornalisti hanno diritto di pubblicare notizie su indagini penali in corso perché il funzionamento della giustizia è una questione di interesse generale. E lo possono fare scegliendo le modalità di pubblicazione.

Questo perché l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che assicura la libertà di espressione, non solo protegge il contenuto delle informazioni, ma anche la forma e le scelte editoriali. Lo ha stabilito la Corte europea nella sentenza del 1° luglio condannando la Svizzera per violazione dell'articolo 10 (A.B., ricorso n. 56925/08 ).

Nel caso all'attenzione della Corte, un giornalista svizzero aveva pubblicato un articolo su un grave incidente stradale che aveva suscitato clamore in Svizzera. Nell'articolo pubblicato sul settimanale si riportavano le dichiarazioni rese agli inquirenti dall'autore dell'incidente, che erano state secretate. Non solo. Il giornalista aveva anche pubblicato le fotografie di lettere spedite dall'indagato al magistrato, incluse nel fascicolo processuale.

Era allora stata aperta un'inchiesta per violazione del segreto istruttorio che aveva portato alla condanna del giornalista a un mese di carcere poi trasformata in una multa di 4mila franchi svizzeri. Di qui la decisione di ricorrere a Strasburgo che ha dato ragione al giornalista, condannando la Svizzera a versargli 5mila euro.

Ancora una volta la Corte europeae dei diritti dell'uomo - che è ormai approdo di giornalisti che vedono compressa la libertà di stampa a livello nazionale - ha chiarito che i divieti assoluti di pubblicazione di atti su indagini in corso sono contrari alla Convenzione perché ledono non solo la libertà del giornalista, ma anche il diritto della collettività a ricevere notizie su questioni di interesse generale...Continua a leggere sul Quotidiano del Diritto