la decisione

Bancarotta senza rischio di bis in idem

| 21/4/2017

Corte di cassazione, Terza sezione penale, sentenza 20 aprile 2017 n. 18927

La bancarotta documentale può concorrere con il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili e pertanto se l'imputato è già stato processato per il reato fallimentare non può invocare il ne bis in idem sostanziale per il procedimento relativo al delitto tributario. A confermare questo principio è la Corte di cassazione, sezione III penale, con la sentenza n. 18927 depositata ieri.

Un imprenditore era condannato, in secondo grado per il reato di occultamento o distruzione di scritture contabili (articolo 10 del Dlgs 74/2000). Nel ricorso per cassazione rilevava che era stato già condannato per il reato di bancarotta documentale (articolo 216 della legge fallimentare). Evidenziava quindi che la fattispecie di occultamento o distruzione di documenti contabili (oggetto del ricorso per cassazione) integrava una condotta identica e combaciante con la bancarotta documentale. Peraltro dall'analisi delle due imputazioni si deduceva la sussistenza della medesima condotta e quindi, poiché il reato più grave per il quale era intervenuta la condanna, era quello fallimentare doveva ritenersi assorbito l'altro di occultamento di documenti contabili.

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