Penalisti, su tribunali minorili governo ponga rimedio

2/8/2017 18:24

«Il Ministro Orlando ha opportunamente deciso di stralciare la riforma dei Tribunali penali minorili dal Ddl sulla riforma del diritto della persona e della famiglia». Lo scrive in una nota
l'Unione delle Camere Penali che si era più volte espressa criticamente, «esponendo la propria contrarietà a questa iniziativa legislativa, ritenendola pericolosa e contraria ai preminenti interessi tutelati dalla Costituzione e coltivati dalla legge, dall'ordinamento e dalle convenzioni internazionali».

L'Ucpi, prosegue, ha più volte denunciato il rischio che «la sottrazione della autonomia organizzativa e finanziaria del Tribunale privi i magistrati di quella necessaria “autonomia giudiziaria e culturale” che deve caratterizzare la giurisdizione minorile».

«Il Ministro – continua la nota - ha ritenuto di sottolineare come la riforma non prevedesse l'abolizione dei Tribunali per i Minori, cosa che se da un lato corrisponde alla verità sotto un profilo formale e nominalistico, dall'altro, nega una evidenza incontrovertibile che, cioè, la riforma prevede la sostanziale “soppressione” dei suddetti Uffici, ed il loro accorpamento ai Tribunali ordinari, ponendo un problema che certamente trascende i profili organizzativi e le finalità di redistribuzione e razionalizzazione delle competenze, che sembra motivare e giustificare l'intera riforma, venendo ad incidere sulle intrinseche peculiarità del processo penale minorile e sulla sua intera “cultura” fondata sui valori imprescindibili della specializzazione e della esclusività».

«La“trasmigrazione” dei sostituti procuratori minorili “assegnati di diritto” (assieme alle stesse Sezioni di PG) “alle Procure della Repubblica del luogo nel quale ha sede la Corte di Appello”, al di fuori di ogni criterio di “esclusività”, decreta anche per quanto riguarda la magistratura requirente la fine di quella specializzazione esperienziale che da sempre è stato ritenuto il tratto rilevante della giustizia minorile. L'UCPI si è sempre battuta perché dietro il necessario obbiettivo della semplificazione, ottimizzazione ed efficientizzazione degli uffici giudiziari e del riequilibrio delle competenze in questo come in altri settori, si giungesse di fatto ad una mortificazione delle esigenze di dignità dell'imputato, che allorquando incarnato nella persona di un minore, diverrebbe una lesione tanto irreversibile quanto ingiustificabile. Speriamo che non solo tale scelta significhi un sostanziale riconoscimento della inadeguatezza ed insensatezza di quella scelta legislativa, ed il suo definitivo accantonamento, ma che anche in futuro il Governo sia capace di ripensare, ponendovi rimedio, agli errori commessi nella del DDL di riforma del processo penale di prossima entrata in vigore, riflettendo sui danni straordinari che una non consapevole cultura del processo può apportare all'interno delle pur necessarie riforme del settore penale».