sezioni unite

Assoluzione in appello senza risentire i testi

| 4/4/2018

Corte di cassazione – Sezioni unite – Sentenza 3 aprile 2018 n.14800

In caso di riforma della condanna in assoluzione il giudice non è tenuto a rinnovare il dibattimento e dunque a riascoltare i testi considerati decisivi per la condanna in primo grado. Per “compensare” l'obbligo meno stringente deve però fornire una motivazione “rafforzata”, giustificando in modo razionale le ragioni che lo hanno portato a prendere le distanze dal verdetto di primo grado. Resta ferma ovviamente la facoltà di rinnovare la prova dichiarativa se considerata fondamentale in base al codice di rito penale (articolo 603). Le Sezioni unite, con la sentenza 14800, dirimono il contrasto sul dovere o meno di rifare il dibattimento anche quando la riforma della sentenza è “migliorativa” per l'imputato. I giudici precisano che la strada scelta non lede i diritti della parte offesa, ed è in linea con la riforma del codice di rito penale messa in atto con la legge 103/2017. Il nuovo quadro normativo, risultato degli innesti operati dalla legge 103, non impone affatto di ritenere che il giudice di appello sia obbligato a disporre una rinnovazione generale e incondizionata dell'attività istruttoria svolta in primo grado.

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