Carceri: sciopero penalisti per mancata calendarizzazione riforma ordinamento

12/4/2018 12:09

A seguito del mancato inserimento dei decreti legislativi attuativi della Riforma Penitenziaria nei lavori delle Commissioni speciali parlamentari, l'Unione Camere penali ha deliberato «l'astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2 e 3 maggio 2018, organizzando per il 3 maggio 2018, in Roma, una manifestazione nazionale con la quale sensibilizzare l'opinione pubblica e l'informazione, richiedendo al Parlamento tutto, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Gruppi parlamentari ed ai Presidenti delle Commissioni speciali, di porre in essere quanto possibile al fine di ottenere l'inserimento dei Decreti Legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri nell'ordine del giorno delle Commissioni speciali, indicendo una conferenza stampa per il giorno 16 aprile 2018, al fine di spiegare le ragioni della protesta e della iniziativa dei penalisti italiani ed attivando, altresì, ogni strumento comunicativo volto alla diffusione ed alla valorizzazione dei dati statistici sulla incidenza della recidiva, che dimostrano come l'effettiva applicazione delle misure alternative, piuttosto che la indistinta cancerizzazione, costituisca un reale incremento della sicurezza di tutti i cittadini, riservandosi ogni ulteriore iniziativa volta all'ottenimento della sollecita entrata in vigore della riforma».

Nella giornata di ieri, i penalisti hanno anche inviato una lettera ai Presidente di Senato e Camera, ed ai Capigruppo del Senato e della Camera dei Deputati, in cui scrivono di aver «appreso con un qualche sconcerto della decisione di non assegnare alla Commissione Speciale la valutazione della Riforma Penitenziaria varata dal Governo attraverso l'approvazione dei relativi Decreti Legislativi, con il rischio evidente di una vanificazione della intera attività riformatrice per lo scadere dei termini previsti dalla legge». «Si tratta, infatti - prosegue la missiva -, di una riforma che i penalisti hanno sempre ritenuto indispensabile al fine di avere un sistema penitenziario umano e rispettoso della dignità della persona e soprattutto aderente ai principi della nostra Costituzione e della Convenzione Europea, e che possa al tempo stesso garantire, attraverso il conseguente abbassamento dei casi di recidiva, una maggiore sicurezza per l'intera collettività». «La centralità del Parlamento dovrebbe imporre soprattutto il rispetto delle leggi già approvate, consentendone il corretto iter anche nella sua fase finale davanti alle Commissioni. E ciò anche in base ai principi liberali cui tutti ci ispiriamo, laddove nuove maggioranze dovessero sostituirsi a quelle che avevano sviluppato quella importante attività riformatrice in un ambito di particolare respiro costituzionale, sociale, giuridico e democratico che, come è noto, contraddistingue e segna lo stato di civiltà di un intero Paese». «Vi chiediamo pertanto – concludono i penalisti - un incontro al fine di poterVi rappresentare le ragioni dei penalisti italiani in ordine all'attualità e alla indispensabilità della Riforma, ed al fine di aprire una seria interlocuzione ed un approfondito confronto sulle questioni relative al possibile sviluppo dell'iter di approvazione di questa importantissima legge».

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