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Penalisti, tre giorni di sciopero contro la 'deriva giustizialista' e il 'populismo penale'

7/5/2019

Inizia mercoledì 8 maggio e durerà tre giorni l'astensione dalle udienze proclamata dall'Unione delle Camere Penali Italiane. Gli avvocati penalisti italiani, si legge in una nota dell'Ucpi, denunciano così la deriva populista e giustizialista della legislazione penale in Italia, e chiamano a raccolta la comunità dei giuristi, le istituzioni, la politica e la pubblica opinione intorno al Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo, che verrà presentato e discusso a Milano venerdì 10 e sabato 11 maggio con la partecipazione di molti ed autorevoli giuristi italiani. "Il populismo penale - denunciano i penalisti italiani - ha origini lontane, e con esso la erosione dei principi costituzionali della presunzione di non colpevolezza, della eccezionalità della privazione della libertà personale prima della sentenza di condanna, della finalità rieducativa della pena, della parità tra accusa e difesa nel processo davanti ad un giudice terzo ed equidistante.
Oggi quella deriva si è trasformata in un obiettivo prioritario del governo del Paese".
"La legislazione penale – prosegue la nota - è costantemente ispirata all'indiscriminato ed irragionevole aumento delle pene, con una vera e propria idolatria per la condanna perpetua - detentiva o comunque inibitoria ed interdittiva - del reo; al disprezzo per la funzione rieducativa della pena e ad ogni alternativa al carcere; alla sovversione della presunzione di non colpevolezza".
"Per queste ragioni l'Unione delle Camere Penali Italiane, conclude la nota, in collaborazione con giuristi delle più autorevoli Università italiane, ha concepito e scritto il Manifesto del diritto penale liberale e del giusto processo, con l'obiettivo di fissare i principi irrinunciabili ai quali deve ispirarsi la legge penale e processuale quale immaginata e voluta dai padri costituenti, ed intorno ai quali sono invitati a riconoscersi tutti coloro che credono nella irrinunciabile centralità di quei valori per il destino stesso della nostra democrazia".