nuovo 416-ter codice penale

Voto di scambio politico mafioso, con l'elezione il carcere può superare i 22 anni

| 15/5/2019

Pene inasprite, prevista un'aggravante in caso di elezione e punibilità estesa agli intermediari. Il Senato ha dato il via libera definitivo al Ddl sul voto di scambio politico mafioso. Il provvedimento è passato con 157 sì, 81 no e 2 astenuti. Hanno votato contro Pd e FI.
L'intervento si compone di un unico articolo, sostitutivo del precedente articolo 416-ter che punisce con la reclusione da 10 a 15 anni (stessa pena prevista per l'associazione mafiosa dall'art. 416-bis c.p.) l'accettazione, diretta o a mezzo di intermediari, della promessa del sostegno elettorale in cambio della erogazione di denaro, di qualunque altra utilità o della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione criminale. A procurare i voti devono essere o soggetti appartenenti ad associazioni mafiose o comunque soggetti operanti con modalità mafiose.
Il primo comma dell'articolo 416-ter c.p., dunque, estende la punibilità anche ai casi in cui la condotta incriminata sia stata realizzata attraverso il ricorso ad intermediari. Non solo, alla promessa di procurare voti con le modalità mafiose, aggiunge la promessa che provenga da "soggetti appartenenti alle associazioni" mafiose. La norma tuttavia non chiarisce quando l'interlocutore del politico possa definirsi "appartenente all'associazione mafiosa". In questo senso, si legge nella scheda tecnica che accompagna il provvedimento, potrebbe essere necessaria una condanna definitiva per 416-bis c.p., oppure essere ritenuta "sufficiente" l'applicazione di una misura di prevenzione in base al Codice antimafia (d.lgs. n. 159 del 2011). Si amplia poi ulteriormente l'oggetto della controprestazione di chi ottiene la promessa di voti, contemplando non solo il denaro e ogni altra utilità, ma anche "la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione mafiosa". Infine si inasprisce la pena che passa dalla reclusione da 6 a 12 anni alla reclusione da 10 a 15 anni.
Al secondo comma, con la medesima sanzione è punita la condotta del soggetto che promette - direttamente o a mezzo di intermediari (questo inciso non era presente nel testo licenziato dal Senato) - di procacciare i suffragi (comma secondo).
Il terzo comma invece prevede sostanzialmente un'aggravante di evento. Se, infatti, chi ha concluso l'accordo con il mafioso viene eletto, la pena prevista per lo scambio elettorale politico mafioso viene aumentata della metà. Con riguardo al profilo sanzionatorio, si legge sempre nel dossier di accompagnamento, l'applicazione dell'aggravante potrebbe così comportare pene più elevate rispetto sia al concorso esterno sia alla partecipazione associativa e alla direzione associativa (punita con la reclusione da 12 a 18 anni). Il quarto ed ultimo comma prevede l'irrogazione della pena accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici in caso di condanna.

IL TESTO
Art. 416-ter. – (Scambio elettorale politico-mafioso). - Chiunque accetta, direttamente o a mezzo di intermediari, la promessa di procurare voti da parte di soggetti appartenenti alle associazioni di cui all'articolo 416-bis o mediante le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 416-bis in cambio dell'erogazione o della promessa di erogazione di denaro o di qualunque altra utilità o in cambio della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell'associazione mafiosa è punito con la pena stabilita nel primo comma dell'articolo 416-bis.
La stessa pena si applica a chi promette, direttamente o a mezzo di intermediari, di procurare voti nei casi di cui al primo comma.
Se colui che ha accettato la promessa di voti, a seguito dell'accordo di cui al primo comma, è risultato eletto nella relativa consultazione elettorale, si applica la pena prevista dal primo comma dell'articolo 416-bis aumentata della metà.
In caso di condanna per i reati di cui al presente articolo, consegue sempre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici».