ostacolo alla vigilanza

Mps: conferma assoluzione Mussari e Vigni e Baldassarri su derivato Nomura

| 4/7/2019

Corte di cassazione - Sentenza 4 luglio 2019 n. 29377

La Cassazione, sentenza n. 29377 di oggi, ha confermato l'assoluzione di Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri - all'epoca rispettivamente, Presidente, Direttore Generale e Direttore dell''Area Finanza di Monte dei Paschi di Siena - per ostacolo alla vigilanza della Banca d'Italia in relazione agli accordi di ristrutturazione del derivato Alexandria stipulati con la banca giapponese Nomura. La Suprema corte ha così respinto il ricorso del Pg della Corte di appello di Firenze ed ha invece accolto, con rinvio, quello delle parti che chiedevano di essere assolti perché il "fatto non sussiste" e non solo per non averlo commesso. Questa infatti era la formula utilizzata dalla Corte fiorentina che aveva ritenuto comunque sussistente l'elemento oggettivo dell'ostacolo, ma non la consapevolezza in capo agli imputati. Al centro del contenzioso infatti vi era il supposto occultamento del "Mandate Agreement", un documento siglato da Mps e Nomura il 31 luglio 2009 che secondo l'accusa (e la sentenza di primo grado) costituiva l'unica ‘carta' in grado di stabilire in termini compiuti ed evidenti il collegamento tra la ristrutturazione del derivato Alexandria e l'operazione "Btp 2034". Il documento venne poi trovato da Viola il successore di Vigni in una cassaforte dell'istituto. In pratica, in cambio dell'acquisto del derivato (che aveva accumulato perdite monstre) da parte di Nomura, Mps si impegnava in una maxi operazione in BTP (asset swap) con scadenza 2034 (per 3 miliardi di euro) nella prospettiva di remunerare la banca, mediante le componenti Repo.

In appello la Corte aveva già assolto gli imputati valorizzando la produzione in giudizio di altri atti negoziali successivi alla stipula del "Mandate Agreement" che facevano comunque luce sul collegamento. Si tratta del "Deed of Amendment" (in forza del quale Mps accettava di concludere «certi accordi contrattuali» con Nomura); dell'Asset Exchange Deed (ossia l'atto relativo all'acquisto da parte di Nomura dei titoli Aphex con cui sostituire i titoli Skylark presenti all'interno dei veicolo Alexandria); e del Master Framework Agreement. Per la Cassazione tuttavia la motivazione della Corte di appello è incongrua laddove ritiene comunque integrata la condotta ostativa della vigilanza, pur dando atto che i documenti acquisiti in secondo grado, anche se con «minor bagaglio conoscitivo» rispetto al "Mandate Agreement", «consentivano di raggiungere la certezza del collegamento negoziale tra l'operazione di ristrutturazione di Alexandria e l'acquisto di BTP 2034». Oppure quando valorizza la sanzione Consob a Kpmg sulla base del fatto che il "Deed" avrebbe comunque consentito alla società di revisione di comprendere l'esistenza del collegamento.

Non solo, nelle censure della Corte finisce anche l'aver nuovamente qualificato come "defatigante" l'attività di indagine degli ispettori di Bankitalia pur in presenza di nuovi documenti, in modo dunque «analogo a quanto affermato in primo grado». In questo senso, conclude la Corte, colgono nel segno le impugnazioni degli imputati «lì dove fanno leva sul patrimonio conoscitivo (costituito anche dal Deed of Amendment, dall'Asset Exchange Deed e dal Master Framework Agreement) complessivamente a disposizione degli organi di vigilanza (ricorso nell'interesse di Mussari), ovvero deducono la mera attività di esame comparato che sarebbe stata sufficiente all'espletamento dell'attività di vigilanza (ricorso nell'interesse di Vigni), ovvero lamentano come la stessa sentenza impugnata segnali, sostanzialmente, il carattere esaustivo della documentazione esibita agli ispettori (ricorso nell'interesse di Baldassarri).

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