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Consulta: reati ostativi, permessi premio anche senza collaborazione

23/10/2019 15:56

Sì ai permessi premi anche in caso di mancata collaborazione con la giustizia se sussistono elementi concreti che escludono collegamenti con il mondo criminale. L'anticipazione di quello che la Consulta ha deciso oggi è comunicata dallo stesso ufficio stampa che, in attesa del deposito della sentenza, riporta in sintesi il contenuto di quello che la camera di consiglio ha deliberato.

Le anticipazioni delle motivazioni
Sulle questioni sollevate dalla Corte di cassazione e dal Tribunale di sorveglianza di Perugia in merito alla legittimità dell'articolo 4 bis, comma 1, dell'Ordinamento penitenziario - nella parte in cui impedisce che per i reati in esso indicati siano concessi permessi premio ai condannati che non collaborano con la giustizia, anche se sono stati acquisiti elementi tali da escludere sia l'attualità della partecipazione all'associazione criminale sia il pericolo del ripristino di collegamenti con la criminalità organizzata - i giudici delle leggi hanno dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma purché il condannato abbia dato piena prova di partecipazione al percorso rieducativo.

Le conseguenze della decisione
La Corte - pronunciandosi nei limiti della richiesta dei giudici rimettenti - ha quindi sottratto la concessione del solo permesso premio alla generale applicazione del meccanismo "ostativo" (secondo cui i condannati per i reati previsti dall'articolo 4 bis che dopo la condanna non collaborano con la giustizia non possono accedere ai benefici previsti dall'Ordinamento penitenziario per la generalità dei detenuti). Pertanto, la presunzione di "pericolosità sociale" del detenuto non collaborante non è più assoluta ma diventa relativa e può essere superata dal magistrato di sorveglianza, la cui valutazione deve basarsi caso per caso sulle relazioni del Carcere e sulle informazioni e i pareri di varie autorità, dalla Procura antimafia o antiterrorismo al competente Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica.

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