il pm decide sulla rilevanza

Intercettazioni, il decreto va in "Gazzetta"

| 2/1/2020

I decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni (e, per ciascuna di esse, l'inizio e il termine delle operazioni) saranno annotati, in ordine cronologico, in un «apposito registro riservato» tenuto sotto la direzione e la sorveglianza del Procuratore della Repubblica. Mentre spetterà al Pm dare indicazioni e vigilare «affinché nei verbali non siano riportate espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardano dati personali definiti sensibili dalla legge, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini». Ai difensori dell'imputato, poi, sarà dato immediatamente avviso che, sempre per via telematica, «hanno facoltà di esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni». Sono alcune delle novità contenute nel Decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 161 "Modifiche urgenti alla disciplina delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2019 che si applicherà ai provvedimenti penali iscritti dopo il prossimo 29 febbraio. Il provvedimento modifica il Dlgs 216/2017 la cui entrata in vigore era stata già prorogata ed il c.p.p.

L'articolo 2 del decreto prevede poi che il giudice disponga l'acquisizione delle conversazioni indicate dalle parti, che «non appaiano irrilevanti», procedendo anche di ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione e di quelli che riguardano categorie particolari di dati personali, sempre che non ne sia dimostrata la rilevanza. Il pubblico ministero e i difensori hanno diritto di partecipare allo stralcio e sono avvisati almeno ventiquattro ore prima. Il giudice, inoltre, dispone la trascrizione integrale delle registrazioni che vengono inserite nel fascicolo per il dibattimento. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione della registrazione su «idoneo supporto».

La norma infine prevede il completamento, almeno per quanto attiene alla disciplina delle intercettazioni, del percorso di sostanziale parificazione ai delitti di criminalità organizzata dei delitti contro la pubblica amministrazione commessi da pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

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