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Intercettazioni, l'allarme del Csm: aggravio per i Pm, rinviare di tre mesi

13/2/2020

Il plenum del Csm lancia l'allarme sugli effetti della nuova disciplina sulle intercettazioni. Ci sarà un "significativo aggravio" sull'attività delle procure che vengono caricate di nuovi compiti. Ma soprattutto va rinviata l'entrata in vigore (prevista per marzo) di almeno tre mesi perché gli uffici di Pm non sono pronti e hanno espresso al Csm la loro "preoccupazione sull'impossibilità" di rispettare la scadenza.

La presa di posizione è contenuta in un parere approvato con 14 voti a favore e tre astensioni ed è stata ribadita dai relatori Giuseppe Marra (Autonomia e Indipendente) e Nino Di Matteo. L'obiettivo della riforma, tutelare meglio la privacy delle persone intercettate indagati e terzi estranei, "è stato perseguito con un significativo aggravio dell'attività del PM - ha detto Marra - il quale già nella fase delle indagini o al massimo a conclusione delle stesse dovrà selezionare le intercettazioni utili per il procedimento". Non solo: "dall'altro lato il diritto delle difese di interloquire in questa selezione, potrà però essere esercitato in un lasso di tempo breve (20 giorni)". A monte resta "il rischio che gli uffici giudiziari non siano ancora pronti dal punto di vista tecnico organizzativo a far partire la nuova disciplina che vede l'istituzione di un archivio digitale dove andrà riversato tutto il materiale delle intercettazioni".

L' obiettivo della riforma è "condivisibile certamente, ma perseguito in maniere talmente intensa e pervasiva da rischiare di compromettere altre esigenze e principi fondamentali", ha avvertito Di Matteo. Esigenze "connesse, da una parte all'efficacia dell'indagine, dall'altra alla conservazione della prova pur acquisita legittimamente e perfino al concreto e pieno esercizio del diritto di difesa di indagini e imputati".

Si prevedono "nuovi oneri a carico dei pm senza risorse" ovvero "si vogliono scaricare sull'autorità giudiziaria una serie di nuovi aggravi (come l'archivio informatico) senza dotare le Procure delle risorse economiche necessarie", ha lamentato a sua volta il togato di Magistratura Indipendente Antonio D' Amato.

Il togato di Area Giuseppe Cascini ha invece espresso "apprezzamento per l'intervento del Ministro che ha ampiamente modificato una riforma che avrebbe creato molti problemi nelle attività di indagine con lo strumento delle intercettazioni", ma lo ha invitato a "intervenire in sede di conversione sul delicato tema dell'utilizzo delle intercettazioni in altri procedimenti, oggetto di una recente pronuncia delle Sezioni Unite, che desta rilevanti perplessità e che è oggettivamente contraddittoria anche rispetto alle previsioni del decreto legge in tema di utilizzo delle intercettazioni effettuate con il Trojan".

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