Consiglio dei Ministri

Via libera al Ddl su Processo penale e prescrizione

14/2/2020

Il Consiglio dei Ministri di ieri, su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede,
ha dato il via libera ad un disegno di legge che prevede, sul fronte della prescrizione, l'accoglimento del lodo Conte bis e, sulla velocizzazione del processo, il conferimento di una serie di deleghe al Governo.

In materia di prescrizione, dunque, l'accordo a tre, M5S, Pd e Leu (senza Italia Viva), prevede la modifica del codice penale in modo da prevedere che il corso della prescrizione rimanga sospeso dalla pronunzia della sentenza di condanna di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza, e che la stessa riprenda il suo corso e i periodi di sospensione siano computati, quando la sentenza di appello proscioglie l'imputato o annulla la sentenza di condanna nella parte relativa all'accertamento della responsabilità o ne dichiara la nullità (ai sensi dell'articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis del codice di procedura penale).

Tornando alla delega relativa alla riforma del Codice di procedura penale, da attuarsi entro un anno dall'entrata in vigore della legge, tra gli elementi più significativi ci sono l'individuazione di tre termini di durata per le indagini preliminari, diversi a seconda della gravità dei reati; la possibilità di fare le notifiche, successive alla prima, direttamente all'avvocato e per via telematica, ma anche l'individuazione da parte delle Procure di criteri di priorità nel perseguimento dei reati, oltre ad un ulteriore impulso ai riti alternativi.

In particolare, secondo quanto riporta il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi, il testo prevede:

la modifica delle norme in tema di notifiche. Si prevede che tutte le notifiche successive alla prima, che comunque dev'essere necessariamente effettuata all'imputato, siano effettuate al difensore, anche per via telematica;
la ridefinizione della durata delle indagini preliminari. La delega individua tre termini di durata, legati alla gravità del reato su cui si indaga. I termini saranno di sei mesi per i reati meno gravi, di un anno per quelli ordinari e di diciotto mesi per i reati di maggiore allarme sociale e per quelli associativi di stampo mafioso o di natura terroristica o definibili di particolare complessità per il numero di imputati o di capi di imputazione. La durata sarà prorogabile una sola volta, di sei mesi, su istanza del p.m., con provvedimento del giudice per le indagini preliminari;
archiviazione o esercizio dell'azione. la previsione che, scaduto il termine massimo di durata delle indagini preliminari, il p.m. sia tenuto, entro un ulteriore lasso di tempo di 3, 6 o 12 mesi a seconda della tipologia di reato, a richiedere l'archiviazione o esercitare l'azione penale. Decorso tale termine, il p.m. sarà tenuto a notificare all'indagato la fine delle indagini e a svelare il contenuto degli atti relativi. Sarà quindi facoltà delle parti richiedere il rinvio a giudizio o l'archiviazione;
norme volte a ridurre il numero di processi che giungono alla fase dibattimentale, con criteri più stringenti in relazione alla regola di giudizio a cui il pubblico ministero e il giudice dell'udienza preliminare devono attenersi per l'esercizio dell'azione penale o l'accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio;
le priorità della Procura. la previsione che, nello stilare il programma organizzativo della Procura della Repubblica, il Procuratore indichi i criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale, da concordare con il Procuratore generale e con il Presidente del Tribunale, sulla base della specifica realtà criminale e territoriale e delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche a disposizione dell'ufficio;
l'introduzione della valutazione del giudice in merito alla eventuale retrodatazione dell'iscrizione dell'indagato nell'apposito registro e la conseguente sanzione di inutilizzabilità degli atti di indagine effettuati a termini già scaduti;
l'estensione della possibilità del patteggiamento a tutte le ipotesi di reato alle quali sia applicabile complessivamente una pena inferiore agli otto anni, rispetto agli attuali cinque, riequilibrata da un ampliamento dell'elenco dei reati che escludono a priori il patteggiamento;
• norme per l'i ncentivazione del ricorso al giudizio abbreviato condizionato, sul calendario delle udienze e sui termini di deposito delle perizie.

Procedimenti in Corte di appello - Oltre a stabilire i criteri della delega per la riforma del processo penale, il testo introduce ulteriori disposizioni finalizzate all'abbattimento e alla velocizzazione dei procedimenti in corso presso le Corti d'appello. In particolare, per la velocizzazione dei processi in corso, si estende la possibilità di impiegare i giudici onorari ausiliari, che oggi hanno la possibilità di esercitare soltanto la funzione di integrare il collegio nel settore civile, anche al settore penale, e si prevede un aumento dell'organico dei giudici onorari ausiliari di 500 unità, dagli odierni 350 a 850. Inoltre, si autorizza l'assunzione, con contratto a tempo determinato di 24 mesi, anche in soprannumero, di 1.000 unità di personale amministrativo.

Lo schema di Ddl per l'efficienza del processo penale trasmesso al Cdm

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