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Dl intercettazioni, ok del Senato: più spazio all'uso del Trojan

20/2/2020

Il decreto legge sulle intercettazioni supera lo scoglio del Senato, dopo che il governo aveva posto la fiducia. E passa all'esame della Camera, che dovrà convertirlo in legge entro il 29 febbraio, data di scadenza del provvedimento. E' probabile dunque che anche nell'altro ramo del Parlamento sarà riproposta la fiducia, che a Palazzo Madama ha ottenuto 156 sì: la maggioranza è stata compatta (di Italia Viva solo Matteo Renzi e Tommaso Cerno non hanno partecipato al voto). I no sono stati 118: hanno votato contro i senatori di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia oltre a Gianluigi Paragone, Carlo Martelli e Matteo Richetti (del gruppo misto) ed Emma Bonino di +Europa.

Le critiche maggiori arrivano da Forza Italia che parla di un provvedimento liberticida. A far discutere sono soprattutto le norme sull'uso del trojan, il captatore informatico che viene inserito nei cellulari e negli altri dispostivi mobili. Tra le modifiche introdotte al testo varato dal Consiglio dei ministri a dicembre, il rinvio di altri due mesi dell'entrata in vigore della riforma, che diventerà efficace dal 1° maggio. L'obiettivo è dare il tempo alle procure di dotarsi dei nuovi strumenti previsti, come l'archivio digitale delle intercettazioni. Il decreto ha modificato la riforma Orlando del 2017, anche escludendo che il giornalista che pubblica le intercettazioni possa essere incriminato. Ecco le principali novità.

- PM selezionerà intercettazioni: non sarà più la polizia giudiziaria come prevedeva la riforma Orlando a valutare quali colloqui sono rilevanti per le indagini o meno, ma la scelta sarà fatta dal Pm. Al Pm toccherà anche vigilare perché nei verbali non siano riportate espressioni che ledono la reputazione di singole persone o dati personali ("salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini"). Come era prima della riforma del 2017, verbali e registrazioni saranno immediatamente trasmessi al Pm, che li depositerà entro 5 giorni. I difensori potranno esaminare gli atti e ascoltare le registrazioni.

- Uso del trojan: sarà possibile utilizzare il trojan non solo per i reati contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali, ma anche dagli incaricati di pubblico servizio e puniti con la reclusione sopra i 5 anni. E l'intercettazione potrà avvenire anche nei luoghi di privata dimora (come già previsto con la Spazzacorrotti per i pubblici ufficiali), "previa indicazione delle ragioni che ne giustificano l'utilizzo".

- Utilizzazione in altri procedimenti: i risultati delle intercettazioni possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli in cui sono stati disposti solo se sono "indispensabili" e "rilevanti" per l'accertamento dei reati per i quali è previsto l'arresto in flagranza e di quelli di particolare gravità indicati tassativamente dall'articolo 266 del codice di procedura penale. Il requisito della 'indispensabilità' è chiesto anche per le intercettazioni fatte con il trojan. Si tratta comunque di una previsione più ampia delle sentenza delle Sezioni unite della Cassazione che ha ammesso l'uso degli esiti dei colloqui intercettati con il captatore informatico solo se si tratta di un reato connesso a quello per cui si sta procedendo.

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