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Dl intercettazioni: ok definitivo, la riforma slitta a settembre

25/6/2020

L'Aula della Camera ha definitivamente approvato con 256 sì e 159 no (4 astenuti) il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19 (Approvato dal Senato) (C. 2547​). Ieri la Camera ha votato la questione di fiducia posta dal Governo sul provvedimento.

Il provvedimento introduce misure in materia di giustizia in relazione all'emergenza Covid-19 con interventi che riguardano, tra l'altro, la proroga al 1 settembre della riforma delle intercettazioni, la detenzione domiciliare e i permessi, la sospensione di termini processuali e l'uso della app di tracciamento (è istituita, in particolare, al ministero della Salute una piattaforma per il tracciamento dei contatti tra le persone che installino, su base volontaria, Immuni).
Una modifica introdotta al Senato consente, inoltre, alla polizia penitenziaria di utilizzare i droni per assicurare una più efficace vigilanza sugli istituti penitenziari e garantire la sicurezza al loro interno.

LA SCHEDA DI CONVERSIONE DELLA CAMERA

Le principali novità
L'articolo 1 proroga al 1° settembre 2020 il termine a partire dal quale la riforma della disciplina delle intercettazioni - introdotta dal decreto legislativo n. 216 del 2017 (c.d. riforma Orlando) – troverà applicazione. Entra invece immediatamente in vigore la disposizione di cui all'art. 2, comma 6, del d.l. n. 161 del 2019 (quindi senza alcuna proroga rispetto al termine del 30 aprile stabilito dalla legge diconversione del decreto-legge medesimo) relativa all'adozione del decreto del Ministro della giustizia con il quale vengono stabiliti le modalità da seguire per il deposito in forma telematica degli atti e dei provvedimenti riguardanti le intercettazioni, nonché i termini a decorrere dai quali il deposito in forma telematica sarà l'unico consentito.

L'articolo 1 bis autorizza la polizia penitenziaria ad utilizzare i droni per la vigilanza sugli istituti penitenziari.

L'articolo 2, con riferimento ai permessi c.d. di necessità (di cui all'art. 30-bis dell'ordinamento penitenziario) e della detenzione domiciliare c.d. ‘in deroga', cioè sostitutiva del differimento dell'esecuzione della pena (ex art. 47 ter comma 1-ter o.p.) prevede un parere obbligatorio che i giudici di sorveglianza devono richiedere al Procuratore antimafia in ordine all'attualità dei collegamenti con la criminalità organizzata ed alla pericolosità del soggetto.

Per i giudici di sorveglianza che abbiano adottato (a partire dal 23 febbraio 2020) o adottino provvedimenti di ammissione alla detenzione domiciliare ovvero di differimento dell'esecuzione della pena per motivi connessi all'emergenza sanitaria da COVID-19, nei confronti di persone condannate o internate per una serie specifica di gravi delitti, l'articolo 2-bis prevede l'obbligo di valutare l'effettiva permanenza dei motivi legati all'emergenza sanitaria che hanno determinato la collocazione extra-muraria. Rispetto al contenuto del decreto legge 29/2020, il Senato ha aggiunto specifiche disposizioni concernenti il profilo delle garanzie processuali del soggetto nei confronti del quale il magistrato di sorveglianza abbia disposto la revoca della detenzione domiciliare.
Disposto anche l'obbligo di una revisione periodica (articolo 2-ter), da parte del pubblico ministero ( che deve procedere entro il termine di quindici giorni dalla data di adozione di tale misura e, successivamente, con cadenza mensile) relativa alla effettiva permanenza dei motivi, legati all'emergenza epidemiologica in corso.

Con riguardo poi all'emergenza Covid (articolo 3), il testo integra l'elenco delle udienze civili alle quali non si applica la disciplina del rinvio delle udienze e della sospensione dei termini nella fase 1 dell'emergenza, aggiungendo cause relative a diritti delle persone minorenni, relative al diritto all'assegno di mantenimento e all'assegno divorzile; precisa che non possono essere rinviate le udienze penali nei procedimenti nei quali i termini di durata massima della custodia cautelare scadano entro l'11 novembre 2020; precisa che la fase 2 dell'emergenza, nella quale i capi degli uffici giudiziari devono adottare misure organizzative volte a consentire la trattazione degli affari giudiziari nel rispetto delle indicazioni igienicosanitarie, al fine di evitare assembramenti all'interno degli uffici, ha avuto inizio il 12 maggio 2020 e cesserà il 30 giugno 2020.

Dal 1° luglio 2020, in base alla modifica introdotta dal Senato, dunque, il sistema giudiziario tornerà alla normalità; per quanto riguarda la possibilità di svolgere le udienze civili mediante collegamenti da remoto, si precisa che il giudice dovrà essere fisicamente presente nell'ufficio giudiziario e che il luogo fisico posto all'interno dell'ufficio giudiziario dal quale si collega il magistrato è da considerarsi, a tutti gli effetti di legge, aula d'udienza.

Si dispone poi che – dal 9 marzo al 31 luglio 2020 - nei procedimenti civili (tanto contenziosi quanto di volontaria giurisdizione) dinanzi a tribunali e corti d'appello, i magistrati possano procedere al deposito dei propri atti esclusivamente con modalità telematiche; il deposito con modalità diverse deve essere consentito solo a fronte del mancato funzionamento dei sistemi informatici del ministero della giustizia.
La disposizione dunque prescrive modalità informatiche di deposito degli atti da parte dei magistrati, prevedendone l'obbligatorietà anche per il periodo dal 9 marzo all'entrata in vigore della legge di conversione. Per quanto riguarda le udienze penali, esclude che possano tenersi con modalità da remoto le udienze di discussione finale, in pubblica udienza o in camera di consiglio e le udienze nelle quali devono essere esaminati testimoni, parti, consulenti o periti.

L'articolo 4, oltre a prorogare di un mese il termine finale del periodo di applicazione della disciplina emergenziale dettata con riguardo alla giustizia amministrativa dal decreto legge c.d. Cura Italia, prevede - nel periodo compreso tra il 30 maggio e il 31 luglio 2020 - la possibilità di svolgere la discussione orale nelle udienze camerali o pubbliche con modalità di collegamento da remoto, a richiesta di tutte le parti costituite o su disposizione del giudice d'ufficio.

L'articolo 5 estende fino al 31 agosto il periodo di operatività della disciplina emergenziale prevista con riguardo alla giustizia contabile dal decreto-legge c.d. cura Italia e prevede che, in caso di rinvio delle udienze, con riferimento a tutte le attività giurisdizionali, inquirenti, consultive e di controllo della Corte dei conti, i termini in corso alla data dell'8 marzo 2020 e che scadono entro il 31 agosto 2020, siano sospesi per riprendere a decorrere dal 1° settembre 2020.

L'articolo 6 istituisce presso il Ministero della salute una piattaforma per il tracciamento dei contatti tra le persone che installino, su base volontaria, un'apposita applicazione per dispositivi di telefonia mobile complementare; la piattaforma è intesa a consentire la gestione di un sistema di allerta, in relazione alle persone che siano entrate in contatto stretto con soggetti risultati positivi al virus COVID-19. Compete allo stesso Ministero della salute, sentito il Garante Privacy, l'adozione delle misure tecniche e organizzative idonee a garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi per i diritti e le libertà degli interessati.

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