Vincoli di beni in trust, nota a sentenza n. 12430/19 Commissione Tributaria Provinciale di Roma

| 02/10/2019 11:05


Nota a cura di Vincenzo Stuppia
Dottore Commercialista - Revisore Contabile - Partner FLEXAD


Comincia a trovare concreta applicazione - quantomeno nelle Corti di Merito - il principio di diritto espresso a più riprese anche recentemente dalla Suprema Corte e secondo cui l'atto con il quale si vincola un bene in trust non determina effetti traslativi in senso proprio.

E così, enunciando proprio il cennato principio di diritto, che la Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 12430/19 depositata il 30.09.2019 ha cassato un Avviso di Liquidazione contente recupero a tassazione di imposta di registro, ipotecarie e catastali, ritenute dovute dall'Ufficio per intervenuta decadenza dalle agevolazioni fiscali relative all'acquisto della prima casa ex art 1 Tariffa allegata D.P.R. 131/86.


Questi i fatti in causa:


La contribuente, in data 15.09.2011 acquisiva immobile di civile abitazione usufruendo delle c.d. agevolazioni prima casa.

Nei termini di legge vi trasferiva la propria residenza e quella del nucleo famigliare.

Successivamente, in data 16.04.2014, vincolava in trust auto dichiarato la nuda proprietà dell'immobile, continuando a risiedervi con la propria famiglia.

L'Ufficio, equiparando il vincolo in trust autodichiarato della nuda proprietà ad una rivendita prima del quinquennio, recuperava a tassazione la porzione di imposte relative al vincolo di tale diritto ed emetteva avviso di liquidazione.

In buona sostanza l'Ufficio considerava il vincolo di beni in trust auto dichiarato come una vera e propria rivendita avvenuta (come nel caso di specie ) prima del decorso del quinquennio.

Il Contribuente, ricorreva evidenziando - tra l'altro - che il vincolo in trust auto dichiarato non può essere considerato un vero e proprio trasferimento sia perché il presunto trasferimento è semplicemente strumentale all'esecuzione del mandato fiduciario, sia perché il caso di specie era relativo ad un vincolo auto dichiarato non dissimile dal vincolo di destinazione " fondo patrimoniale" per il quale era impossibile configurare trasferimento a terzi.

La C.T.P. accoglieva le doglianze del contribuente ed annullava l'avviso di liquidazione.

DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DELLA SENTENZA

Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con la sentenza n. 12430/19

REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE I DI ROMA
SEZIONE 12
riunita con l'intervento dei Signori:
DI CARLO REMO Presidente
USAI CARLO Relatore
DEL SIGNORE AGOSTINO Giudice
ha emesso la seguente

SENTENZA
- sul ricorso n. 15149/2018
depositato il 25/10/2018
- avverso AVVISO DI LIQUIDAZIONE n. (...) IPOTECAR.-ALTRO
- avverso AVVISO DI LIQUIDAZIONE n. (...) REGISTRO
contro:
AG. ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE ROMA 3
VIA MARCELLO BOGLIONE 25
proposto dai ricorrenti:
(...)
difeso da:
(...)

FATTO
(...) ha proposto ricorso avverso l'avviso di liquidazione ed irrogazione sanzioni n. (...) con il quale l'Agenzia delle Entrate, in riferimento alla acquisizione per atto notaio (...) in data
15.09.2011 della piena proprietà dell'immobile in (...), recuperava a tassazione le imposte di registro, ipotecaria e catastale, ritenute dovute per asserita decadenza dalle agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa di cui all'art. 1 della tariffa parte prima allegata al DPR n. 131/86.
La ricorrente chiede l'annullamento dell'avviso esponendo a tal fine di aver trasferito nei termini di legge la residenza propria e del suo nucleo familiare nel predetto immobile, ove tutt'oggi risiede, e che in data 16.04.2014 vincolava in trust auto-dichiarato la sola nuda proprietà dello stesso bene. L'Ufficio ritiene che detta fattispecie negoziale (costituzione del vincolo: trust) consista e vada equiparata ai fini fiscali in ima rivendita nel quinquennio della nuda proprietà dell'immobile, con conseguente perdita delle agevolazioni prima casa.
La ricorrente contesta l'assunto dell'Ufficio e chiede l'annullamento dell'atto impositivo, eccependone la infondatezza e la illegittimità, sostenendo a tal fine che la costituzione del trust non produce effetti traslativi della proprietà (o nuda proprietà) dei beni.

DIRITTO
La Commissione osserva che, in ordine alla qualificazione del "trust", nella giurisprudenza si è andato a formare e consolidare il principio interpretativo, confermato da ultimo da Cass. 975/18, per il quale "Il trasferimento del bene al trust avviene a titolo gratuito e non determina effetti traslativi, poiché non ne comporta l'attribuzione definitiva allo stesso, che è tenuto solo ad amministrarlo ed a custodirlo, in regime di segregazione patrimoniale, in vista del suo trasferimento ai beneficiari del trust" "l'atto si può considerare non - immediatamente produttivo di effetti traslativi in senso proprio, dal momento che sono tali solo quelli finali, costituenti il presupposto dell'imposta di registro, prima mancando l'elemento fondamentale dell'attribuzione dei beni al soggetto beneficiario".
Il Collegio non ha motivo di discostarsi dal richiamato principio interpretativo, negativo dell'efficacia traslativa dell'atto di costituzione del trust, e, per l'effetto annulla l'avviso di liquidazione impugnato.
La recente enunciazione di tali principi giustifica la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.
La Commissione accoglie il ricorso e compensa le spese.
Così deciso in Roma il 25 settembre 2019.
Depositata in Segreteria il 30 settembre 2019.

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