principi etici nei comportamenti aziendali

Rating etico di Stato per le aziende: spazio ai principi ESG

| 04 Ottobre 2012

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Dal 13 agosto scorso l’“introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali” non è più soltanto una dichiarazione di principio. E può finalmente avere effetti rilevanti sulla concessione di finanziamenti pubblici e sull’accesso al credito.

Infatti l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM oAntitrust) ha approvato un documento contenente la bozza di Regolamento per ilratingetico aziendale, aprendo la consultazione pubblica (30 giorni) ad esito della quale si avrà il Regolamento definitivo. Con tale provvedimento si attuerà il d.l. liberalizzazioni (d.l. 24 gennaio 2012, n.1), che attribuiva all’AGCM il compito di predisporre una regolamentazione diratingdi legalità per le Aziende, da considerare in sede di concessione di finanziamenti pubblici e di accesso al credito bancario.

Ambito di applicazione e requisiti: fondamentali igiene e sicurezza ecomplianceambientale

Potranno ottenere unratingetico statale le imprese aventi sede in Italia con un fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio (anche di gruppo), previa richiesta all’AGCM..

Tali imprese dovranno, poi, autodichiarare il possesso di determinati requisiti.

Fondamentali saranno:

-l’assenza di condanne penali (definitive, riteniamo, anche se il testo non è chiarissimo) in capo almanagementaziendale per una serie di reati;

-l’assenza (per il biennio precedente la richiesta) di non meglio precisati “provvedimenti di accertamento” inoppugnabili o confermati con sentenza di I grado, nei confronti dell’impresa, di natura antitrust, fiscale ed in tema di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro;

-la garanzia di tracciabilità dei flussi finanziari.

Da sottolinearsi, a livello di applicazione aziendale dei principi ESG (Environmental, Social, Governance) il richiamo “mobile” al d. lgs. 231/2001, che apre oggi lo spazio anche ai reati ambientali e, per taluni profili, alla sicurezza sul lavoro, nonché lo specifico richiamo all’assenza, nel biennio precedente la richiesta dirating, di provvedimenti dell’autorità competente di accertamento del mancato rispetto delle previsioni di legge relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Molto importante, inoltre, soprattutto nell’attuale periodo di crisi economica, il requisito relativo all’avvenuto corretto pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali, assicurativi e delle ritenute fiscali per i dipendenti aziendali.

Il Regolamento prevede, inoltre, un sistema di “riscatto” per imprese che siano state destinatarie dei predetti provvedimenti nel caso in cui, nei 5 anni dal passaggio in giudicato delle sentenze o provvedimenti richiamati, l’impresa non sia stata sottoposta a procedimenti penali, misure cautelari e non sia stata destinataria di ulteriori provvedimenti di condanna e dimostri, alla data della richiesta, il possesso di tutti i requisiti chiesti dal Regolamento nonché la dissociazione dell’attuale struttura rispetto ai reati in precedenza accertati in via definitiva.

Punteggi, bonus e attribuzione delrating: l’importanza del modello organizzativo

Per l’attribuzione delrating, si partirà da un punteggio base corrispondente alla garanzia dei requisiti minimi, prevedendo poi incrementi relativi alla sussistenza di determinate condizioni che, sommate tra loro, faranno crescere il punteggio.

Tra le condizioni per ottenere i bonus spiccano l’adozione di un modello organizzativo 231 nonché l’adozione di processi volti a garantire forme diCorporate Social Responsibilitye l’acquisizione di relativi indici di sostenibilità.

Il Regolamento disciplina poi lo “snello” procedimento di attribuzione delrating, con le relative tempistiche e modalità per rilascio, rinnovo, revoca, sospensione. Attribuito ilratingdi legalità, lo stesso avrà durata biennale e l’impresa sarà inserita in un elenco appositamente creato dall’AGCM.

Conclusioni

Con il futuro Regolamento si avrà dunque, mediante unratingattribuito su base volontaria e basato su autocertificazioni, un ulteriore meccanismo di valutazione dell’operato aziendale, non solo legato a requisiti e risultati economici e finanziari, bensì contenente valutazione di aspetti di legalità, correttezza gestionale ed applicazione dei principi ESG.