VADEMECUM SULL'E-commerce

E-commerce: che cos'è e perchè è utile alle aziende?

| 12 Novembre 2012


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Che cos’è l’e-commerce?

L’e-commerce è una forma di commercio e vendita di beni o servizi che si effettua attraverso Internet, con piattaforme IT di diverso genere e struttura, a seconda che di gestiscano beni o servizi propri o di altri ed a seconda del tipo di rapporto (eventuale) che si instauri con i titolari della merce o dei servizi compravenduti ovvero, ancora, che il titolare di alcuni diritti di privativa si strutturi per fornire linee guida o altro ai propri rivenditori.

Quali sono gli elementi essenziali dell’e-commerce?

Una piattaforma e-commerce può avere una struttura molto varia. Quella più ordinaria riguarda la vendita di prodotti o servizi da parte dell’impresa che si propone al pubblico.

L’e-commerce è una materia molto complessa, che coinvolge diverse discipline e che - a mio modo di vedere - è molto vicina alle materie industrialistiche, perché i marchi, i domini e la pubblicità sono elementi determinanti. Le normative rilevanti poi sono molteplici e vanno dal commercio elettronico, alla disciplina per la tutela dei consumatori, alle disposizioni sui segni distintivi e la pubblicità, alla protezione dei dati personali e, infine, ad altre varie normative egualmente rilevanti.

Quali sono i vantaggi per le aziende che utilizzano questo strumento?

Quello che riferiscono i miei clienti sono i costi bassi con cui è possibile operare e la possibilità di raggiungere più consumatori. Aggiungerei personalmente la possibilità di creare strutture virtuali che sono pensabili solo nel web.

Le problematiche più diffuse che incontrano le aziende che decidono di optare per l’e-commerce?

La quantità di normative e circolari sul tema e certi formalismi burocratici rendono a volte alcuni passaggi più complicati di quanto non sembrino essere. E le sanzioni sono importanti.

La tutela del diritto d’autore e della proprietà intellettuale in queste vendite on line?

E’ un tema rilevante per qualsiasi gestore di piattaforme on line e deve essere gestito con delicatezza. Le questioni sul piatto sono molte e varie. Vorrei in questa sede sottolineare la incongruenza di alcune disposizione che il DDL sulla diffamazione presentato dal Governo vorrebbe introdurre su questo tema. Pare infatti che ai sensi dell’art. 3 di questo DDL l'interessato possa chiedere ai siti internet e ai motori di ricerca l'eliminazione dei contenuti diffamatori o dei dati personali trattati in violazione dello stesso DDL sulla diffamazione. A tutta prima può sembrare a un non esperto del settore una conseguenza logica. In realtà, si tratta di disposizioni contrarie alle norme italiane contenute nella disciplina sul commercio elettronico ed anche alla norme europee sulla responsabilità dei provider. La giustizia civile italiana e soprattutto la Corte di Giustizia CE si sono pronunciate molte volte su questo tema e stanno evolvendo progressivamente. Ci sono molti profili da considerare che la legge penale che si vuole introdurre ignora completamente, non ultimo quello emerso di recente secondo cui la responsabilità del provider sembra poter essere affermata in caso di provvedimento dell’autorità giudiziaria o a certe condizioni di conoscenza dell’illecito da parte dello stesso provider. Una norma penale come quella che ho riportato, stravolgerebbe il mondo di Internet, forse costerebbe all’Italia un procedimento di infrazione avviato dall’Unione Europea, e ci metterebbe al palo (come al solito) rispetto agli altri Paesi europei.

Quali sono le tutele del consumatore?

Credo che il consumatore sia molto tutelato in Italia per le vendite on-line. La normativa è molto stringente e prevede obblighi talvolta maniacali di informativa da parte dei titolari o gestori dei siti, condizioni di vendita e di pagamento chiare ed esplicitate, possibilità di esercitare recesso per il consumatore se cambia idea sull’acquisto. E poi le sanzioni sono importanti per i gestori di siti che trasgrediscono. Tempo fa ho riportato su questa rubrica un caso di avvenuta chiusura/sospensione di un sito web per mancata e ritardata consegna di merce, con una multa minacciata dall’autorità da 10.000 a 150.000 euro.

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