MEDIAZIONE

La reintroduzione della “Mediazione Civile e Commerciale Obbligatoria”

| 10 Settembre 2013

Il Governo Italiano, a seguito della dichiarata incostituzionalità del D. Lgs. 28/2010 nella parte in cui introdusse l’istituto della cd “mediazione obbligatoria” (Corte Cost., Sentenza n. 272 del 6 dicembre 2012), ha reintrodotto detto istituto, seppur riformandolo parzialmente, mediante il D.L. 69/2013 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” (cd. “Decreto del Fare” del 21 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 98/2013, pubblicata in G.U. n°194 del 20 agosto 2013), in particolare mediante l’art. 84 recante interventi di modifica ed integrazione del D. Lgs. 28/2010.

Nel Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 9 del 15 giugno 2013, con cui il D.L. n. 69/2013 è stato presentato, il Presidente Letta ha infatti espressamente riconosciuto la necessità di incidere sui tempi della giustizia civile italiana e migliorarne l’efficienza ridisegnando e reintroducendo il già noto istituto della mediazione civile e commerciale obbligatoria.

La mediazione in materia civile e commerciale così riformata e reintrodotta sarà obbligatoria per un periodo sperimentale di quattro anni, nel corso dei quali il Ministero dovrà eseguire un monitoraggio sugli esiti concretamente registrati nella prassi, e si applicherà a decorrere dal 19 settembre 2013.


Di seguito, i punti salienti della nuova disciplina della mediazione civile e commerciale obbligatoria.


1. Condizione di Procedibilità

L’esperimento del procedimento di mediazione è previsto come “condizione di procedibilità della domanda giudiziale” nei giudizi civili aventi ad oggetto le seguenti materie:

• condominio

• diritti reali

• divisione

• successioni ereditarie

• patti di famiglia

• locazione

• comodato

• affitto di aziende

• risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria, e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità

• contratti assicurativi, bancari e finanziari

Rispetto alla disciplina previgente (incostituzionale) sono state escluse le cause relative al risarcimento dei danni derivanti da circolazione di veicoli e di natanti nonché i procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite di cui all’art. 696-bis, Codice di Procedura Civile.

L’improcedibilità della domanda giudiziale deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal Giudice non oltre la prima udienza.

Il Giudice, valutati la natura della causa, lo stato dell’istruzione ed il comportamento delle parti, potrà inoltre ordinare alle parti del giudizio il ricorso alla mediazione, prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni o, quando tale udienza non è prevista, della discussione finale della causa, anche in sede di giudizio di appello.

La scelta dell’organismo di mediazione cui avvalersi è stata rimessa alla libera determinazione delle parti (contro l’originaria previsione che riservava la stessa alla discrezione esclusiva del Giudice), scelta tuttavia delimitata dall’osservanza del criterio di competenza territoriale regolato secondo i principi di procedura civile. In caso di più domande relative alla stessa controversia, è competente l’organismo presso il quale è stata presentata la prima domanda.




2. Durata massima

La singola mediazione dovrà avere una durata non superiore a tre mesi (in luogo dei quattro mesi della precedente disciplina) decorrenti dal deposito della domanda di mediazione ovvero dalla scadenza di quello concesso dal Giudice per il deposito della stessa. Tale termine massimo non è soggetto a alla cd “sospensione feriale” in quanto di natura non processuale.


3. Aspetti procedurali

Al primo incontro preliminare – che deve avvenire entro trenta giorni dal deposito della domanda – il mediatore dovrà verificare la possibilità di proseguire il tentativo di mediazione. All’esito, le parti possono formalizzare un mancato accordo o proseguire nella mediazione che, a sua volta, potrà portare ad un accordo o ad un mancato accordo.

Dall’assenza di una parte senza giustificato motivo, il Giudice può desumere argomenti di prova ex art. 116, Codice di Procedura Civile.

La parte ingiustificatamente assente alla mediazione sarà condannata al pagamento di una somma pari al contributo unificato dovuto per il giudizio.


4. Indennità

In caso di esito negativo del primo incontro (formalizzazione di mancato accordo), la condizione di procedibilità si ritiene comunque soddisfatta e nessuna indennità è dovuta all’organismo di mediazione.

Nessuna indennità di mediazione è comunque dovuta dalla parte che si trovi nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’articolo 76, comma 1, D.P.R. del 30 maggio 2002, n. 115.


5. Conciliazione

Se è raggiunto un accordo amichevole tra le parti, il mediatore redige un processo verbale allegandovi il testo dell’accordo; laddove l’accordo non sia stato raggiunto, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione.

In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se richiesta delle parti informandole preventivamente delle possibili conseguenze in termini di spese processuali.

L’accordo di conciliazione, debitamente sottoscritto anche dagli avvocati delle relative parti (v. sotto), costituisce titolo esecutivo.


6. Ruolo degli avvocati

L’avvocato deve informare il proprio assistito circa la necessità di esperire il procedimento di mediazione e di assisterlo nel corso del medesimo (l’assistenza non era obbligatoria ante-riforma), qualora previsto come condizione di procedibilità.

L’avvocato che assiste al procedimento di mediazione deve altresì sottoscrivere il verbale di accordo concluso davanti al mediatore affinché lo stesso possa essere omologato.

La qualifica di mediatore è attribuita ex lege agli avvocati regolarmente iscritti all’albo (qualifica inesistente ante-riforma), i quali, onde poter esercitare in qualità di mediatori, sono tuttavia obbligati ad iscriversi presso gli Organismi di Mediazione debitamente registrati nell’apposito registro presso il Ministero della Giustizia, nonché a seguire corsi di formazione continua e specifica.


Conclusioni

Il raggiungimento degli obiettivi che il Governo si è preposto, mediante la reintroduzione della obbligatorietà della mediazione civile e commerciale in vigore dal 19 settembre 2013, ossia rendere più efficiente e competitiva la macchina giudiziaria italiana, non può prescindere dall’azione concreta e quotidiana, in tale direzione, di tutti gli operatori della Giustizia, in primis avvocati e magistrati.

Allo stesso tempo, siffatto istituto della mediazione non può ritenersi sufficiente, né risultare efficace, se non affiancato da ogni ulteriore riforma della Giustizia altresì capace di contribuire al raggiungimento di tale primario obiettivo.

Leggi anche la versione in Inglese
The “Mandatory mediation in civil and commercial disputes” reintroduction

The Italian Government, following the declared unconstitutionality of Legislative Decree 25/2010 in the section introducing the institution of the so-called “mandatory mediation” (Supreme Court decision n. 272 of 6/12/2012), has reintroduced such institution, even though partially amended, by mean of Law Decree 69/2013 on “Urgent dispositions to relaunch the economy”(so called “Decreto del Fare”- “Decree of Making” – of 21/6/2013, converted by Law n. 98/2013, edited in the “Gazzetta Ufficiale” n. 194 of 20/8/2013), specifically throughout Article 184 bringing amendments and integrations to Legislative Decree 28/2010.

In the press release of the Counsel of Ministers n. 9 of 15/6/2013, when the L.D. n. 69/2013 was proposed, the Prime Minister Mr Letta has, in fact, expressly recognized the necessity of intervening on the pace of the Italian civil proceedings and improving their effectiveness by restructuring and reintroducing the civil and commercial mediation.

Such amended and reintroduced civil and commercial mediation will be mandatory for an experimental period of four years, during which the Ministry will have to carry out a follow upon the results concretely detected in the praxis and will enter into force by 19/9/2013.

Hereinafter, the main points of the renewed “compulsory mediation in civil and commercial disputes”.

1. Condition for the admissibility of the petition

The experiment of procedure is “a condition for the admissibility of the petition” in civil and commercial disputes regarding the following subjects:

• joint ownership;

• rights in rem;

• division;

• inheritance;

• family agreements;

• lease;

• commodate;

• rent of companies;

• damages arising from medical and health liability and defamation by the press or by other means of advertising;

• insurance, banking and financial agreements.

Compared to the previous (unconstitutional) legislation, the cases related to the compensation for damage caused by the traffic of vehicles and boats, as well as the procedures of prior technical advice for the settlement of the dispute provided by Article 696-bis of the Italian Code of Civil Procedure are excluded.

The non-admissibility of the petition shall be objected by the defendant, under the penalty of forfeiture, or raised by the Judge, no later than the first hearing.

The Judge – taking into consideration the nature of the proceeding, the level of inquiry and the conduct of the parties – can also order the recourse to the mediation to the parties, before the hearing in which the parties define their petitions; if such hearing is not scheduled, the final discussion of the case, also within the appeal proceedings.

The Judge is also required to indicate the mediation body designated.

The choice of the mediation body which to apply has been left to the free determination of the parties (against the former provision which reserved such choice to the sole discretion of the Judge; anyway, this choice would be determined by compliance with territorial jurisdiction criteria in accordance with the principles of civil procedure). In case of more than one application relating to the same dispute, the body where the petition was first filed prevails.

2. Limits of duration

The single mediation will last for no more than three months (instead of four, according to the previous discipline), starting from the date of the filing of the mediation petition or from the expiration date granted by the Judge for the filing thereof (such limit term is not subject to the so called “procedural terms Summer suspension” period – running yearly from 1st of August to 15th of September - as it has no judicial nature).

3. Procedural aspects

At the preliminary meeting, which has to be held not later than thirty days from the filing of the mediation petition, the mediator shall verify the possibility to continue the mediation. Then, the parties are able to formalize the failure of the negotiation or to continue the mediation proceedings which may lead to an agreement or not.

From the absence of a party on unjustified grounds, the Judge may gather evidence as provided for by Article 116, Italian Code of Civil Procedure, and condemn such party to the payment of a sum equal to the contribution due for the filing of a petition.

4. Compensation

In case of negative outcome of the first mediation meeting, i.e. without the reaching of any agreement, the condition of admissibility is to be considered as satisfied and no compensation is due to the mediation body.

No compensation is due, in any case, by any party who is eligible for the free legal aid in accordance with Article 76, para. 1, of the Presidential Decree dated May 30, 2002 no. 115.

5. Conciliation

If an agreement is reached, the mediator drafts the minute of the mediation hearing to which the text of the same agreement is attached; if such agreement has not been reached, the mediator may make its proposal for conciliation. In any case, the mediator makes a proposal for conciliation if request by the parties. Before expressing the proposal, the mediator informs the parties of the possible consequences in terms of procedural costs.

The agreement, properly undersigned by all parties and their lawyers (see below), consists of an enforceable title.

6. Lawyers’ role

The lawyer has to inform his client of the duty to set up the mediation process and to assist him (the assistance was not compulsory under the previous discipline).

The lawyers also have to undersign the minutes of the mediation hearing and the agreement reached by the parties before the mediator, so that the latter may be homologated and become an enforceable title.

The qualification of mediator is assigned “ex lege” to the lawyers who are regularly enrolled into the Italian Lawyers’ Register (such automatic qualification did not exist under the previous discipline). In order to practice as mediator the lawyers have however to enter mediation bodies enrolled into the relevant Register kept by the Ministry of Justice, and to attend specific training and update courses.

Conclusion

The achievement of the goals the Government put itself throughout the introduction of the mandatory mediation in civil and commercial disputes, namely to make the Italian judicial system more efficient and competitive, cannot disregard the actual and daily commitment, in such direction, of all the Justice officers, above all of lawyers and judges.

In the same time, such compulsory mediation cannot be deemed as sufficient, nor result successful, if not accompanied by further reforms of the Justice system with the same capability of contribution to the achievement of such a primary goal.

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