COMUNICAZIONE DIGITALE

Il personal branding online per l'avvocato

| 13 Settembre 2013

www.thevortex.it

La sfida che il digitale pone non è solo lanciata agli studi legali di cui abbiamo osservato esempi interessanti in articoli precedenti sia in Italia che all'estero, ma anche al singolo professionista e alle modalità con le quali si avvale anche della Rete per accreditarsi sul mercato.



E' la sfida del personal branding: di fronte all'abbondanza di informazioni da cui siamo circondati e con un mercato del lavoro sempre più liquido e frammentato, gli avvocati hanno infatti il compito di accreditarsi sia all'interno dei contesti relazionali in cui vivono sia nell'ambito dei social media e della Rete dove, in modo crescente, clienti e partner si informano in merito alle nostre credenziali e alle nostre competenze.

L'opportunità che abbiamo di fronte è data dal fatto che, se un tempo avremmo dovuto affidarci al passaparola e alle conoscenze personali, oggi con un profilo LinkedIn e un sito personale possiamo farci trovare e preferire da nuovi contatti e le relazioni personali sono sempre più facilmente allacciate attraverso Facebook e gli altri social media, formidabili strumenti per valorizzare la nostra immagine, per consolidare le nostre relazioni e trasmettere con autenticità la fiducia di cui possiamo essere accreditati.

LinkedIn è certamente il primo ambiente a cui guardare: in Italia è più diffuso del più conosciuto Twitter grazie ai suoi 4 milioni di utenti registrati (quasi 70 mila avvocati) e un carattere esclusivamente professionale: non è pertanto vera la battuta che circola su Internet secondo la quale 'se conosco una ragazza su LinkedIn, al primo appuntamento, lei si presenta in tailleur?'


Se guardiamo a profili LinkedIn di avvocati ben realizzati, osserviamo come siano pensati nello stesso modo in cui ci si prepara per una riunione di lavoro. La foto pertanto dovrà essere di qualità e ripresa con un abbigliamento consono ad un incontro professionale. Allo stesso modo la descrizione delle proprie esperienze non dovrà essere per forza esaustiva, ma tale da valorizzare i talenti e sottolineare le competenze che vogliamo mettere in luce: è però importante ricordarsi che LinkedIn è un database ed occorre quindi inserire nel titolo e nella descrizione quelle 'parole chiave' che consentano al nostro profilo di essere trovato da persone che siano interessate alle nostre caratteristiche o alle competenze che noi possediamo.


LinkedIn, tra i tanti strumenti che include come i gruppi di discussione, offre la possibilità di condividere, così come accade per gli altri social media, pensieri, news, dati e informazioni che verranno letti da coloro che sono o i contatti diretti del profilo personale o i follower della pagina aziendale: questo 'piano editoriale' sarà pertanto utile per accreditarci nei confronti del mercato a cui intendiamo rivolgerci. In questo senso LinkedIn, così come Twitter, può essere il modo per rilanciare post pubblicati su un blog personale e merita di osservare come Giovanni Maria Riccio ha fatto un passaggio interessante, andando a realizzare il proprio blog all'interno di un contesto editoriale più ampio come il Sole 24 Ore [http://giovannimariariccio.nova100.ilsole24ore.com] e così utilizzando le proprie competenze in ottica di “digital PR”.

Ritornado a LinkedIn, cercare poi è la seconda cosa da fare con ricerche per funzione aziendale o per tipologia di azienda con cui vogliamo entrare in contatto e raffinando via via i risultati ottenuti restringendo il campo geografico o il target merceologico al fine di individare le persone che, rivestendo il ruolo appropriato nell'azienda nostro target, rappresentano i nostri prospect: a quel punto sarà possibile contattarli o direttamente se ne conosciamo l'e-mail o facendoci introdurre dalle conoscenze comuni. In ogni caso dovremo però ricordarci di personalizzare il messaggio così come argomenteremmo, nel corso di una telefonata, la richiesta di un appuntamento.

Non utile per chi si rivolge al cliente privato, LinkedIn è infatti senza dubbio il primo social network da frequentare per professionisti e aziende del mondo B2B.

LinkedIn, blog, Twitter e in qualche caso anche Facebook, soprattutto per spostare su un piano relazionale caldo il rapporto che abbiamo con i nostri clienti: un valore che se ci contraddistingue offline, a maggior ragione dovrà essere posto anche in Rete come una leva competitiva nei confronti della concorrenza, ma ancor più come un modo per renderci professionisti di fiducia nei confronti dei nostri clienti e dei loro contatti presso i quali sapremo far leva grazie allo strumento di marketing, digitale e non, più prezioso: il passaparola.

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