LEGGE PINTO - Rinvio alla Consulta su novità introdotta dal dl sviluppo

11 Luglio 2013

Un altro rinvio alla Corte costituzionale per la nuova legge Pinto, che riconosce un indennizzo ai cittadini coinvolti nei processi troppo lunghi. Ed è ancora la Corte d'appello di Bari – dopo l'ordinanza già trasmessa alla Consulta il 18 marzo scorso, che ha preceduto quella inviata l'8 aprile dalla Corte d'appello di Reggio Calabria – a sollevare dubbi di legittimità costituzionale su una novità introdotta dal decreto sviluppo (Dl 83/2012) nella legge 89/2001.

Questa volta a finire al vaglio della Consulta è la disposizione (articolo 2, comma 2-quinquies, lettera d) della legge 89/2001) che riconosce l'indennizzo quando il reato si è prescritto non a causa di tecniche dilatorie usate dall'imputato. Infatti, sottolinea il giudice di Bari (consigliere Gaeta), la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo va in una direzione diversa: esclude comunque l'indennizzo perché la prescrizione, di per sé, si traduce in un beneficio per il ricorrente, visto che cancella il reato.

IL TESTO DELL'ORDINANZA

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