Guida al Diritto ed Il Sole 24 Ore

Mediazione civile e commerciale: cosa cambia dopo la conversione del "decreto del fare"

| 20 Agosto 2013

In edicola con Il Sole24Ore - in collaborazione con ISDACI

I conflitti, di qualsiasi genere, interferiscono negativamente sulle relazioni umane. Per tale ragione si è sempre alla ricerca di strumenti che consentano di risolvere le controversie con soluzioni soddisfacenti, in tempi rapidi e con costi contenuti. Nella pratica internazionale tali strumenti vengono abitualmente fatti rientrare nell’ambito del sistema denominato con l’acronimo di Adr (Alternative disputes resolution). Si tratta di strumenti che mirano a porre termine alle liti senza essere costretti a rivolgersi al giudice statale. Alternativi in quanto pervengono al risultato di comporre le controversie non seguendo la strada normalmente considerata come naturale e ordinaria, ossia quella predisposta dallo Stato e gestita secondo apposite norme dai giudici, ma in modo diverso e sulla base di una espressa manifestazione di volontà delle parti che scelgono di utilizzare delle vie, per l’appunto, alternative...SEGUE SU 'MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE' e le altre novità sulla giustizia - Cosa cambia dopo la conversione del decreo del fare DL 69/2013

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Dal Glossario a cura dell’Isdaci, Istituto scientifico per l’arbitrato, la mediazione e il diritto commerciale

MEDIAZIONE

1. [Definizione] L’attività, comunque denominata, svolta da un soggetto terzo e imparziale, finalizzata ad assistere le parti in lite nella ricerca di un accordo amichevole (→ Accordo) per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

2. [Procedimento] Nella mediazione le parti sono protagoniste del procedimento: decidono se avviarla - quando non è condizione di procedibilità della domanda giudiziale - parteciparvi e accettare l’eventuale accordo, senza affidare ad altri (giudice o arbitro) il compito di decidere la loro controversia (→ Procedimento).

3. [Forme] Il modello di mediazione disegnato dal Dlgs 4 marzo 2010 n. 28 rappresenta sostanzialmente un ibrido tra la mediazione cosiddetta “facilitativa” e la mediazione cosiddetta “valutativa”. Nella prima, lo scopo del mediatore è quello di agevolare la negoziazione tra le parti per aiutarle a trovare un accordo che ponga fine al conflitto, astenendosi dall’esprimere giudizi e valutazioni circa la fondatezza, o meno, delle posizioni delle parti e dal proporre soluzioni. Nella seconda, invece, il mediatore aiuta le parti nel raggiungimento di un accordo fornendo loro un suo parere sulla controversia e formulando una soluzione non vincolante.

4. [Ruolo] Il Dlgs 28/2010 sopra menzionato prevede che il mediatore svolga inizialmente un ruolo essenzialmente facilitativo e che, solo in caso di insuccesso e a determinate condizioni, possa poi passare a un ruolo valutativo.

5. [Accesso] Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.

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