Le prime opinioni degli esperti sulla sentenza della Cassazione n. 7041/2013

| 21 Marzo 2013

Giorgio Vaccaro, avvocato, esperto in mediazione familiare

Sulla recente sentenza Sentenza della Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione nr. 7041/2013 del 20 marzo 2013, si annota che il Diritto del Minore alla bigenitorialità non può essere messo in discussione.

L’atto di un genitore che porti e conforti un figlio ad escludere l’altro genitore, rappresenta un importante fattore di rischio evolutivo, per l’instaurarsi di diversi disturbi di interesse psicopatolgico.

Abbiamo da sempre affermato questo principio con forza, ed invitiamo i Giudici del Supremo Collegio a non fermarsi alle apparenze, legate alla sterile polemica sulla terminologia della Pas quale sindrome riconosciuta o meno; il fatto è che chiunque metta in atto un comportamento che conforti il figlio a fare a meno di uno dei suoi due genitori, provoca nel minore un vero e proprio “fattore di rischio evolutivo”, anticamera di una possibile evoluzione psicopatologica in età adulta.

Per altro, quel genitore che ponga in essere un comportamento “ablativo la figura dell’altro genitore” si rende responsabile, per ciò solo, di una potente violazione di Legge e di un comportamento che contrasta con il Diritto del minore a “mantenere un rapporto equilibrato e continuativo” con entrambe le figure genitoriali, come statuito dall’Art. 155 del vigente Codice Civile.

Un tale comportamento antigiuridico, conformemente a quanto ultimamente sentenziato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, deve essere poi “prontamente sanzionato” dai Giudici dello Stato, senza perdite di tempo “poiché il trascorrere del tempo può avere conseguenze irrimediabili sul rapporto tra il bambino ed il genitore che non vive con lui” (paragrafo 8 della Sentenza del gennaio 2013 CEDU/Lombardo) in mancanza del rispetto di un tale principio, altre condanne verranno emesse in danno dell’Italia per la violazione dell’art. 8 di Tutela alle Relazioni Familiari.

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