Risarcimento del danno

Il danno da "digital divide" nella giurisprudenza

| 27 Settembre 2012

Giudice di pace di Trieste, Sentenza 30 luglio 2012, n. 587

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Giudice di Pace Trieste, 30 luglio 2012 n. 587

Danno esistenziale da digital divide . E' quanto ha sentenziato il Giudice di Pace di Trieste a cui è stato sottoposto il caso di una famiglia rimasta senza collegamento ADSL per 4 mesi. La cifra della pronunzia si coglie nell’inquadramento giuridico della comunicazione Internet: un bene fondamentale per ogni aspetto della vita quotidiana.
'Ormai da tempo la giurisprudenza è orientata nel ritenere che il distacco o il mancato allaccio della linea telefonica e internet costituiscano un danno patrimoniale e esistenziale per il titolare del contratto e della sua famiglia, danno considerato particolarmente grave in un'epoca in cui la comunicazione è fondamentale in ogni aspetto della vita quotidiana'.


( GdP Trieste 30/7/2012 n. 587 )

Il GdP quantifica in via equitativa il danno patrimoniale in euro 1.600,00: 'Il danno patrimoniale derivante da tale inadempimento pur non essendo precisamente quantificabile economicamente, sussistendo i presupposti di cui all'art. 1226 c.c., può essere valutato equitativamente in € 1.600,00'. Oltre al danno patrimoniale il GdP riconosce anche il danno non patrimoniale e precisamente quello esistenziale derivante dall'aver reso all'attrice ' alquanto difficoltoso lo svolgimento delle quotidiane attività, difficoltà costituenti presupposto per concedere alla parte attrice il risarcimento del danno esistenziale subito a causa dell'inadempimento del gestore telefonico ....La valutazione del danno in mancanza di criteri oggettivi deve essere determinata equitativamente in € 800,00' ( GdP Trieste 30/7/2012 n. 587 ).


Il danno da digital divide. Il fenomeno.
Si dice Digital Divide e si pensa a una questione da paesi in via di sviluppo. È invece il divario tra chi può accedere alle nuove tecnologie e chi no, è una realtà anche nel nostro Paese. Un dato su tutti: solo un italiano su due “approfitta” dei servizi offerti dalla rete. E un’industria su tre è allergica al web. Questo e altro emerge dal rapporto dell’“Osservatorio Italia Digitale 2.0” presentato a Milano da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Che dire poi dello stato dell’arte dell’Agenda Digitale in Italia. I dati di questo osservatorio ci dicono che siamo ancora lontani dalla realizzazione di un Paese cablato in fibra ottica. Di conseguenza siamo ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Unione Europea per l’Agenda Digitale (Comunicazione Commissione europea COM(2010) 245 del 26 agosto 2010). Ogni Paese membro UE dovrebbe conseguire l’eliminazione del deficit infrastrutturale di banda larga favorendo la costruzione di un’infrastruttura elettronica più potente capace di consentire l’immediatezza nelle relazioni di e-commerce, di e-government e nella fondazione delle smart cities.
Rimanere tagliati fuori da tutto questo significa perdere lo stato di cittadinanza digitale e restare esclusi dal cuore della società civile che ormai batte soprattutto nei bit.
Esiste una figura giuridica per descrivere il fenomeno. Si chiama danno da digital divide per violazione del diritto di accesso all’Internet.

Diritto di accesso all’Internet. L’istituto e i casi.
Legislazione: dir. 136/2009/CE (servizio universale) – Cost. 2, 3 – c.c. 1223 – d.lg. 259/2003 (codice delle comunicazioni elettroniche), art. 54 .

Il diritto di accesso a Internet è il diritto di essere inclusi nella Rete e dunque di fruire della connettività. Attenzione però: non si tratta di una connettività qualunque ma soltanto di quella che consente di poter essere un cittadino digitale pieno in grado di attingere a tutti i servizi della Società dell’Informazione (e-commerce, e-government, smart cities).
Internet è la Società dei servizi e vivere nell’Internet è accedere. L’accesso è mediato dall’infrastruttura tecnologica e dai fornitori di connettività e servizi digitali.

La violazione del diritto di accesso provoca il danno da digital divide. Pensiamo a chi rimane senza connessione ADSl per due o tre mesi: niente più home banking; niente più ricezione esami medici on line; niente più controllo della propria posta elettronica; niente più consultazione dei siti di interesse; insomma niente più vita da cittadino digitale.
Questa tipologia di pregiudizio emerge come danno alla persona sottoforma di perdita di chances di “inclusione” (l’inclusione è la facoltà di fruire dell’accesso alla rete e di utilizzare i relativi servizi).

Il mancato accesso ai servizi di connettività genera soprattutto danni alla sfera relazionale, alle attività realizzatrici e alle abitudini di vita.
Pensiamo al caso del docente universitario rimasto privo di connettività Internet per 8 mesi. Il docente ha registrato delle forti ricadute soprattutto in ambito lavorativo così stigmatizzate dal Giudice di pace di Pisa: «L’attore chiede, inoltre, un risarcimento del danno esistenziale per i disagi che la prolungata sospensione del servizio gli ha provocato (danno non patrimoniale). Anche questa richiesta deve essere accolta, poiché l’attore ha dimostrato per testi … ma si rileva anche per fatti concludenti, che la sua attività di docenza presso l’università di Z è stata pesantemente penalizzata dalla lunga indisponibilità di uno strumento di comunicazione essenziale come è oggi il collegamento Internet».
(Giudice pace Pisa civ. 26.3.2009, in Persona e danno, Cendon & Partners ).

Pensiamo ancora al caso del signore che aveva il fratello all’estero e che grazie allo strumento elettronico era riuscito a recuperare la relazione familiare intrattenendo frequenti conversazioni video tramite Internet. Questo signore è rimasto privo di connettività per circa sei mesi e quindi per tutto questo lasso di tempo i rapporti con il fratello hanno subito un’interruzione. Anche le consuete attività quotidiane sono state interrotte: niente più verifica del conto on line; niente più comunicazioni mediante posta elettronica; niente più acquisti elettronici. Il Giudice di Pace di Reggio Emilia si pronunzia sulla fattispecie sottesa consacrando il diritto alla connettività Internet quale diritto imprescindibile per le relazioni personali e della vita familiare. Così il Giudice di Pace di Reggio Emilia:
«nel caso che ci occupa si può affermare che i danni patiti dal XY rientrino nell’ambito delle cosiddette lesioni di carattere non patrimoniale e nel corso del giudizio è stato dimostrato, con le prove testimoniali assunte, l’im¬por¬tanza della connettività Internet per le relazioni personali e della vita familiare del XY». (Giudice pace Reggio Emilia 27.2.2008, giudice Manghi, in Persona e danno, Cendon & Partners ).


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