GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA
Consiglio di Stato: de Lise, avanti con le liberalizzazioni ma rafforzare le Authority
(Guida al Diritto) 01 febbraio 2012
/content/law24/guidaAlDiritto/amministrativo/primiPiani/2012/02/giustizia-amministrativa-de-lise-avanti-con-le-liberalizzazioni-ma-rafforzare-le-authority/jcr:content/immagine/file

Avanti con le liberalizzazioni e con la semplificazione amministrativa. Il governo incassa un altro placet dalla magistratura. Dopo la “condivisione”, la scorsa settimana, dell’agenda delle priorità da parte del primo presidente della Cassazione, questa mattina, il via libera è arrivato dal presidente uscente del Consiglio di Stato, Pasquale de Lise, nell’ultima “Relazione annuale sulla giustizia amministrativa”, prima di passare il testimone a Giancarlo Coraggio. Nelle parole del presidente si sente l’orgoglio di una categoria che non ci sta ad essere equiparata per i suoi privilegi alla “casta”, né tantomeno omologata alla pubblica amministrazione tout court, rivendicando il suo ruolo di eccellenza. Un bilancio in attivo, dunque, quello tratteggiato da de Lise con qualche ombra, in primis, l’arretrato che ha assunto dimensioni considerevoli e poi lo stallo degli organici che si ripercuote anche sullo smaltimento.

 

Giancarlo Coraggio nuovo presidente
"La giustizia amministrativa non è un apparato di potere ma un sistema che assicura un servizio ai cittadini, alle imprese e alle stesse amministrazioni". Lo ha detto De Lise all’inizio del suo discorso, esprimendo  "profonda gratitudine" al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per aver consentito "che questa relazione potesse essere tenuta nell'ultima fase della mia presidenza, concedendomi l'emozione e il privilegio di passare il testimone, in una occasione così solenne, al mio successore, Giancarlo Coraggio, al quale mi lega un'antica e sincera amicizia".


Sì alle liberalizzazioni
Avanti con le liberalizzazioni “contenute nel recente decreto legge per la concorrenza e lo sviluppo” che prevede “anche attraverso la riduzione degli oneri amministrativi per le imprese, l'eliminazione degli ostacoli che possono impedire o limitare, in maniera non adeguata o proporzionale alle finalità pubbliche, l'esercizio delle attività economiche ovvero l'accesso al mercato di nuovi operatori, con conseguenti benefici per i consumatori e per la stessa efficienza dei fattori di produzione".

De Lise osserva poi che "il nuovo assetto richiede però un parallelo rafforzamento dei sistemi di regolazione e di garanzia attraverso le autorità indipendenti e la tutela giurisdizionale. Superando dubbi emersi in passato, è ormai certo che i provvedimenti adottati dalle autorità sono amministrativi, non politici, a conferma proprio della loro indipendenza che non significa insindacabilità. Pertanto questi provvedimenti sono sottoposti al sindacato del giudice amministrativo, che non sminuisce ma rafforza le stesse autorità, a tutela della concorrenza e dei consumatori".

 

Il capitolo arretrato

Al Consiglio di Stato risultano pendenti 22.149 ricorsi, al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana 690 e presso i Tar poco più di 440.000. Per cui “Anche se il bilancio è in attivo - ha osservato de Lise - non posso comunque non rilevare che l'arretrato rimane ancora considerevole. Mentre "L'attuale situazione degli organici rende difficile un ulteriore sostanziale abbattimento dell'arretrato e si scontra con la necessità, sempre più pressante, di garantire una giustizia innanzitutto celere".  De Lise ricorda poi che ai Tar nel 2011 sono pervenuti 55.500 ricorsi e ne sono stati definiti 121.732. "Si deve dare atto - spiega - che nonostante tutto, i nostri sforzi hanno condotto a un aumento della produttività, peraltro non posso esimermi dal rilevare che questa tendenza positiva è messa a rischio dalla cronica carenza di risorse, nonché dalla mancata attuazione delle misure per lo smaltimento dell'arretrato".


Il ruolo propulsore del giudice amministrativo
"Una forte ed efficiente pubblica amministrazione è la condizione necessaria per avere un autentico stato di diritto, senza il quale non solo non vi è una vita civile ordinata, ma non vi può essere neanche sviluppo economico".  L'alto magistrato sottolinea poi che la "critica all'amministrazione coinvolge spesso la giustizia amministrativa, ritenuta corresponsabile della crisi in quanto ne coprirebbe le principali disfunzioni". De Lise però aggiunge: "Il giudice amministrativo cura, ove possibile, le patologie dell'amministrazione; non ne demolisce le funzioni, ma fornisce insegnamenti e indirizzi per migliorarne l'esercizio. Esso lo fa prima delle leggi, anticipando le principali innovazioni del diritto amministrativo".


Avanti con la semplificazione amministrativa

"Occorre avere il coraggio di riformare, anche radicalmente" la pubblica amministrazione. E in tal senso sottolinea de Lise si muove "il recente decreto legge prevedendo, in particolare, misure volte a semplificare le procedure amministrative anche attraverso l'eliminazione degli atti autorizzati non essenziali, la maggiore celerità ed efficienza nella gestione delle singole pratiche, la riduzione degli apparati, la revisione dei meccanismi che assicurano più certezze nel rispetto dei tempi di durata delle procedure stesse". Inoltre de Lise ribadisce: "Si deve lottare per uno Stato con una amministrazione migliore, ma non si può accettare l'idea di uno Stato senza una amministrazione che sia al servizio dei cittadini. Le regole si devono semplificare ma non si possono abolire, dal momento che, senza di esse, non vi sono diritti né coesione e cittadinanza sociale".


La difesa della giurisdizione amministrativa
Scatta poi la difesa e l’orgoglio per l’appartenenza alla magistratura amministrativa che non vuol dire far parte di una oligarchia, di una “super-casta” che non è passata attraverso alcuna selezione specifica. Al contrario  "i concorsi per l'accesso al Consiglio di Stato e ai Tar sono considerati da sempre i più selettivi dell'intero settore pubblico". "Proprio questa eccellenza - continua de Lise - è la ragione principale per cui si ricorre ai magistrati amministrativi anche per lo svolgimento di delicate funzioni, presso ministeri o altre istituzioni. Questo non è un fenomeno soltanto italiano, ma anche di altri paesi, come la Francia, dove tali incarichi sono considerati un servizio al paese e una ragione di prestigio e onore".

 

In evidenza
In evidenza

La partecipazione al Seminario sarà valida al fine del conseguimento di tre crediti formativi per ciascuna sessione.

Per informazioni clicca qui

Riservato agli abbonati

LA RIVISTA GUIDA AL DIRITTO
Ultimo numero in PDF
Archivio rivista in PDF
L'ULTIMO DOSSIER DI GUIDA AL DIRITTO
Manovra di ferragosto: la conversione del Dl 138

Decreto legge 13 agosto 2011 n. 138

I DOCUMENTI DELLA SETTIMANA
Vietato prevedere sanzioni penali e disciplinari per il giornalista che non pubblica una rettifica

Corte europea dei diritti dell’Uomo - Sezione IV - Sentenza 13 marzo-3 aprile 2012 - Ricorso n. 43206/07


Non sequestrabili computer e agende dei giornalisti per individuare la fonte anonima di notizie segrete

Cerca un avvocato
Newsletter Diritto24

Vuoi essere sempre aggiornato?

Iscriviti alla newsletter di Diritto24

Mediacenter ed e-learning

I corsi E-Learning di Lex24

A cura della redazione di Lex24