TRIBUNALI MINORI: De Tilla, processo telematico contro la chiusura

11 Gennaio 2012

Una revisione della geografia giudiziaria che preveda non una chiusura dei tribunali minori ma piuttosto una loro riconversione tecnologica che punti sull'innovazione e sull'estensione del processo telematico per rendere più efficiente il servizio ai cittadini, ridurre i tempi dei processi, ma anche di tagliare le spese. È questo, in sintesi, il contenuto della proposta che l'Organismo unitario dell'Avvocatura illustrerà domani al ministro della Giustizia, Paola Severino, nell'incontro previsto alle 16.30.

Il presidente dell'Oua, Maurizio De Tilla, sottolinea la necessità «di affrontare il tema della geografia giudiziaria in modo complessivo e approfondito». Entrando nel merito del progetto, ricorda poi che «i cosiddetti piccoli Tribunali hanno una funzione importante, proprio per la loro distribuzione sul territorio, non essendo venute meno le ragioni per le quali furono istituite: dare servizi ai cittadini» e mette l'accento sull'inutilità di queste soppressioni osservando che «il loro accorpamento con sedi giudiziarie più grandi, invece di realizzare un'accelerazione del processo e la conseguente riduzione dei tempi dei giudizi, determinerebbe solo un intasamento tribunali maggiori».

Dunque De Tilla propone la loro trasformazione in Tribunali ad alta tecnologia con la quale, spiega «si realizzerebbe il duplice obiettivo di accelerare i tempi di svolgimento del processo e di ridurre drasticamente i costi di esercizio. L'applicazione piena della tecnologia informatica nel Processo Civile Telematico (Pct), secondo l'attuale normativa, e l'attuazione degli applicativi nel campo penale comporta, infatti, una riduzione del personale esistente prudentemente valutata del 30-40%. Personale che potrebbe essere assegnato alle sedi Giudiziarie di più ampie dimensioni - suggerisce il presidente Oua - con conseguente potenziamento di tali ultime strutture che potrebbero essere aiutate a migliorarne il funzionamento».

«La realizzazione del progetto sarebbe a costo zero per il Ministero - conclude De Tilla - e consentirebbe di raggiungere il duplice obiettivo di una forte accelerazione del processo civile e di poter utilizzare il personale proveniente dalle sedi in questione per essere adibito ad altri tribunali carenti di personale».

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