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BRUTI LIBERATI: "Contrario all'idea della responsabilità civile dei giudici"
09 febbraio 2012

Contrario all'idea della responsabilità civile dei giudici e all'approccio del "chi sbaglia paga". Questa la posizione espressa da Edmondo Bruti Liberati, capo della Procura di Milano, nella relazione presentata alla diocesi di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, in un incontro sullo stato della giustizia nell'ambito della "settimana sociale dei cattolici". "La giustizia è una funzione un po’ particolare – ha puntualizzato il magistrato - Decidere chi dei due litiganti ha ragione; se è stato commesso un reato;  chi l'ha compiuto, questo significa ricostruire un fatto. Cercare una verità con la v minuscola, con i limiti e le necessità di garanzia del processo, vuol dire che si può anche sbagliare, tanto é vero che sono previsti tre gradi di giudizio. Questo non vuol dire - ha precisato il procuratore - che il magistrato non si debba sentire responsabilizzato del suo aggiornamento professionale, della cura  nell'approfondire caso per caso le situazioni da giudicare, e avere un livello di produttività sufficiente, nonché rispettare la dignità delle persone sottoposte a giudizio".  Davanti al teatro del Collegio Brandolini di Oderzo, presente anche il vescovo mons. Corrado Pizziolo che gli ha porto il saluto a nome della diocesi, Bruti Liberati ha affrontato anche altri temi. Soffermandosi, tra l'altro, sugli avvocati, il procuratore ha ricordato che "in Italia sono già 240 mila" e che pertanto "non si tratta di liberalizzare, perché tutto è già superliberalizzato", piuttosto "si tratta di rimediare a certe patologie".

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