L'aula del Senato ha approvato in prima lettura, con 207 voti favorevoli, il decreto promosso dal ministro della Giustizia Paola Severino sul sovraindebitamento e il processo civile, dopo le profonde modifiche che nel corso dell'iter fra commissione e aula ne hanno largamente alleggerito i contenuti. Il provvedimento passa ora alla Camera, la scadenza del decreto è fissata al 20 febbraio.
Ritirate le norme sulla mediaconciliazione (tema oggetto di una imminente pronuncia della Corte costituzionale) e sulla “sentenza orale”, di fatto il provvedimento, oltre alla proroga per i magistrati onorari, contiene una sola norma di un certo rilievo: introduce infatti la possibilità di risolvere le crisi da sovraindebitamento per i soggetti esclusi dalle procedure fallimentari: consumatori, professionisti e microimprese. Il consumatore potrà presentare al giudice un piano di rientro dal debito, fondato su obbligazioni anche parziali, liquidazione di beni o con l'appoggio di un garante.
Per l'omologazione del giudice serviranno la relazione di un professionista sulla veridicità dei dati e quella di un organismo di composizione delle crisi registrato presso il ministero della Giustizia. Non sarà invece necessario il consenso dei creditori. Il giudice dovrà però valutare la credibilità del consumatore indebitato: se cioè il debito non sia diventato incontrollabile per dolo. Tra le novità normative, la possibilità che al termine del piano di rientro, se questo prevede la liquidazione totale dei beni del debitore, il debito sia considerato completamente estinto, anche se la somma liquidata ai creditori sia inferiore al dovuto. Attualmente, se a un consumatore viene pignorata l'abitazione e questa non copre la somma del debito, il debito può restare a suo carico a vita anche sui redditi che il soggetto debitore continua a percepire per altre vie (ad esempio lo stipendio o la pensione).
Il consenso del 60 per cento dell'ammontare complessivo dei titolari di crediti invece sarà necessario per l'omologazione dei piani di rientro di professionisti e microimprese.