DL LIBERALIZZAZIONI

Liberalizzate le professioni: addio alle tariffe, preventivi a richiesta del cliente

Decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1

Subito operative le liberalizzazioni del Governo Monti. Dopo la firma, nel pomeriggio di ieri, da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il decreto legge 24 gennaio 2012 n. 1, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” è stato immediatamente pubblicato sul supplemento ordinario n. 18 alla Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2012 n. 19 ed è entrato in vigore.

Lenovità dell'ultimo minuto

Nel testo finale di 97 articoli anche qualche novità dell’ultima ora. In particolare, per le imprese fornitrici della Pubblica amministrazione il decreto stanzia 5,7 miliardi per il pagamento di enti e ministeri. Le risorse sono state trovate in parte riallocando fondi, in parte consentendo l'emissione, fino a 2 miliardi, di titoli di Stato.

Agroalimentare - Ci sono poi due articoli relativi alla filiera agroalimentare, con norme che consentono l'attivazione di un volume di investimenti nel settore Food e No-Food quantificabili - spiega la relazione tecnica - in 250-300 milioni di euro.

Interessi passivi - Mentre un altro articolo prevede l'applicazione della deducibilità degli interessi passivi per le società, a prevalente capitale pubblico, che forniscono acqua, energia, teleriscaldamento e servizi di smaltimento e depurazione.

Rendite finanziarie - Alcune modifiche di dettaglio vengono introdotte anche per la tassazione delle rendite finanziarie con l'aliquota unica prevedendo la soppressione dell'esclusione della tassa del 20% sui redditi di capitale e sui redditi differenti di natura finanziaria (la norma ha valore interpretativo) ma anche l'applicazione dell'aliquota del 12,5% sui pronti contro termine su titoli pubblici emessi da Stati esteri e dell'11% sui fondi pensione Ue (per rispondere ad una procedura di infrazione comunitaria).

Autotrasporto - Nel testo vengono fissate poi in dettaglio anche le norme sull'autotrasporto e rispetto all'ultima versione del testo vengono introdotte alcune novità che sembrano confermare la volontà di sterilizzare l'effetto degli aumenti dei carburanti per il settore. La modifica - spiega la relazione tecnica - si è resa opportuna per equiparare la normativa italiana a quella degli altri Paesi europei ma anche per limitare l'esposizione finanziaria che gli aumenti delle accise comportano in attesa del rimborso, che è oggi annuale e diventerà trimestrale.

LE MISURE PER I PROFESSIONISTI

A riguardare direttamente i legali, invece, è il Capo III, del Titolo I, del decreto rubricato “servizi professionali”. Articoli che si comprendono meglio se letti alla luce di un passaggio introduttivo della relazione che bacchetta gli avvocati rei, a differenza dei commercialisti, di non aver recepito nel loro codice deontologico i rilievi dell’antitrust sulla fissazione autoritativa delle tariffe. Per l’Autorithy, infatti, il risultato è stato una crescita delle parcelle “ben al di sopra della media dell’inflazione, almeno fino all’abolizione delle tariffe minime avvenuta con DL n.223/2006”. Mentre da quel momento in poi “la libertà nella fissazione dei prezzi ha consentito un evidente rallentamento della dinamica di crescita”. E infatti, prosegue la relazione, “il venir meno della tariffa minima obbligatoria, con la liberalizzazione dei prezzi avvenuta nel 2006, ha senza dubbio contribuito alla flessione degli aumenti degli onorari che si registra negli anni successivi”.

Class action più facile

Articolo 6 (Norme per rendere efficace l’azione di classe) - La modifica interviene sull’articolo 140-bis del Dlgs 206/2005 (Codice del consumo) e riguarda l’individuazione dell’ambito della tutela attuabile attraverso l’azione di classe. Non serve più il requisito dell’identità del diritto ma serve quello della omogeneità. In tal modo si armonizza il testo a quanto stabilito dal primo comma, ove la tutela è riferita ai diritti individuali omogenei dei consumatori e degli utenti.

In tal modo se semplifica una disciplina che risultava di difficile applicazione perché – come si legge nella relazione - il requisito della identità del diritto, ad una interpretazione rigorosa, può rivelarsi, nei fatti, di ardua configurabilità. E arriva anche l’esempio: “si pensi al caso del fallimento di una banca d’affari: ogni consumatore, avendo sottoscritto titoli in tempi diversi, investendo somme diverse, sarebbe titolare di una situazione soggettiva unica e irripetibile”.

Abrogazione delle tariffe minime

Articolo 9 (Disposizioni sulle professioni regolamentate) – È questa la norma chiave per gli avvocati, quella che abroga le tariffe di tutte le professioni regolamentate nel sistema ordinistico. Mentre rimane per il solo caso della liquidazione da parte di un organo giurisdizionale il riferimento a parametri fissi che saranno stabiliti dal ministero vigilante.

Siccome però le tariffe servivano anche alla determinazione degli oneri di contribuzione alle Casse professionali, si prevede un apposito decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze per fissare i nuovi criteri. E a scanso di equivoci per evitare una reintroduzione surrettizia del sistema delle tariffe si chiarisce che tali parametri non potranno comunque costituire la base per la pattuizione del compenso tra professionista e cliente, a pena della nullità della relativa clausola.

Il compenso per le prestazioni professionali è pattuito per iscritto al momento del conferimento dell’incarico professionale. Il professionista deve rendere noto al cliente il grado di complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico e deve altresì indicare i dati della polizza assicurativa per i danni provocati nell’esercizio dell’attività professionale. In ogni caso la misura del compenso, previamente resa nota al cliente con preventivo scritto se questi lo richiede, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita in modo onnicomprensivo. L’inottemperanza costituisce illecito disciplinare del professionista.

Per quanto riguarda poi la durata del tirocinio si stabilisce che non potrà essere superiore a diciotto mesi e per i primi sei mesi, potrà essere svolto, in presenza di un’apposita convenzione tra i consigli degli ordini e il ministro dell’Istruzione, anche in concomitanza col corso di studio di laurea. Analoghe convenzioni possono essere stipulate anche per lo svolgimento del tirocinio presso pubbliche amministrazioni, all’esito del corso di laurea.

Estesa la partecipazione a Confidi

Articolo 10 (Estensione ai liberi professionisti della possibilità partecipare al patrimonio dei confidi) -Anche i liberi professionisti possono partecipare al capitale sociale dei confidi, con i medesimi limiti societari previsti per i predetti enti ed imprese. Il comma 7 dell’articolo 39 del Dl 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 214/2011, prevede che al capitale sociale dei confidi e delle banche che in base al loro statuto esercitano prevalentemente l’attività di garanzia collettiva dei fidi a favore dei soci possano partecipare imprese non finanziarie di grandi dimensioni ed enti pubblici e privati purché le medie e piccole imprese socie continuino a disporre della maggioranza assoluta dei voti esercitabili in assemblea e la nomina dei membri degli organi di gestione e di supervisione strategica sia riservata all’assemblea.

Allargata la pianta organica notai

Articolo 12 (Incremento del numero dei notai e concorrenza nei distretti). Sempre perseguendo la ratio di potenziare il servizio agli utenti e ampliare gli spazi concreti di lavoro, si è aumentata anche la pianta organica dei notai. A tale scopo, si parte con l’aumento di cinquecento posti della tabella notarile che determina il numero e la residenza dei notai. Successivamente si faranno nuovi concorsi per ultimare copertura di oltre 1500 nuovi posti. Entro il 31 dicembre 2014 deve essere bandito il concorso per la copertura degli ultimi 500 posti.

Il numero complessivo dei notai verrà comunque rivisto a scadenza fissa ogni tre anni.

Via libera anche all’estensione dell’esercizio delle funzioni oltre il territorio del distretto prendendo come riferimento l’intero ambito territoriale della Corte d’appello.

Poiché è necessaria la presenza diffusa del notaio in tutto il territorio, la proposta aumenta anche il numero di giorni di assistenza obbligatoria del notaio nella sua sede e prevede la facoltà di aprire uffici secondari nel distretto notarile di appartenenza.

Inoltre, la potestà di promuovere l’azione disciplinare viene estesa anche al procuratore della Repubblica ed al consiglio notarile del distretto competenti per territorio con riferimento al luogo in cui la mancanza disciplinare è stata commessa.