CONSIGLIO DEI MINISTRI

Via libera al Dl sviluppo, filtro per l'appello e modifica della legge Pinto

15 Giugno 2012

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Via libera dal Consiglio dei ministri al Dl sviluppo. Il provvedimento è molto articolato tanto che la bozza in entrata era di 61 articoli. Secondo il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, il provvedimento riuscirà a mobilizzare oltre 80 miliardi. 'Oggi - ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Monti – viene presentato un corpo organico e credo molto robusto per iniziativa del ministro Passera con significativi

innesti di altri colleghi in particolare del ministro della Giustizia”. E proprio il Guardasigilli Paola Severino spiega che “il filtro all'appello, in cui un giudice singolo valuta se un appello è palesemente inammissibile, è una ricetta abbastanza semplice, che coniuga la necessità di assicurare garanzie con quella di snellire i processi'. E' fiduciosa che il il provvedimento avrà la possibilità di incidere su una percentuale molto elevata di processi nel tempo. Un modo anche per incentivare lo sviluppo perchè 'maggiore efficienza della giustizia significa maggiore crescita economica'.

Vediamo in dettaglio le miure che riguardano la giustizia

Ilfiltro per l’appello - Le norme approvate fanno parte di una serie di misure in materia di giustizia che il Governo ha da tempo avviato per porre rimedio agli effetti negativi della lentezza della sull'economia, che Banca d'Italia ha stimato nella perdita di un punto di Pil all'anno.

La misura vuole migliorare l’efficienza delle impugnazioni sia di merito che di legittimità, che allo stato rappresentano l'aspetto più critico della giustizia italiana e che violano sistematicamente i tempi di ragionevole durata del processo civile. In particolare, quanto all'appello, la soluzione, ispirata ai modelli inglese e tedesco, non è quella di limitare l’impugnazione di merito ma di introdurre un filtro di inammissibilità incentrato su una prognosi di non ragionevole fondatezza del ricorso. A farla sarà lo stesso giudice dell'appello in via preliminare alla trattazione del ricorso.

La dinamica processuale può essere così sintetizzata: in caso di prognosi negativa sulla fondatezza di merito dell’impugnazione, il giudice dichiara l’inammissibilità con ordinanza spogliandosi del gravame. Diversamente procede alla trattazione, senza adottare alcun provvedimento. In questo modo si selezioneranno le impugnazioni meritevoli di essere trattate in appello, tenendo conto del fatto che attualmente nel 68% dei casi l'appello si conclude nei processi civili con la conferma del giudizio di primo grado.

L'impatto atteso sarà una deflazione dei carichi di lavoro delle corti di Appello e una conseguente riduzione dei tempi dei giudizi, con effetti positivi anche per il sistema economico e per le imprese che operano in Italia.

Modifica della legge Pinto – Cambia la disciplina dei procedimenti relativi alle domande di indennizzo per violazione del termine di durata ragionevole del processo civile e penale: sono previsti indennizzi predeterminati e calmierati (da 500 a 1500 euro per ogni anno di ritardo), termini di fase e complessivi prefissati (6 anni complessivi, di cui 3 per il primo grado, 2 per l'appello e 1 per la cassazione), nonchè cause di non indennizzabilità riconducibili alla condotta non diligente, dilatoria o abusiva della parte.

L'obiettivo è non solo di razionalizzare il carico di lavoro che grava sulle corti di appello, ma anche di contenere gli oneri a carico della finanza pubblica, che nell’anno 2011 sono stati di oltre 200 milioni di euro.

Scuole di Magistratura - E' stata approvata una modifica relativa al numero delle sedi della Scuola della magistratura. Attualmente il lDlgs 26/2006 impone l'apertura di tre sedi. La modifica consente invece di valutare, in un momento di difficoltà economica ed in coerenza con i principi della spending review, la concentrazione in un'unica sede delle attività della Scuola.

Revisione della legge sul diritto fallimentare - La misura introduce nel nostro Paese la facoltà – già presente negli ordinamenti di altre economie avanzate, come ad esempio ilChapter 11negli Usa – di depositare un ricorso contenente la mera domanda di concordato preventivo, senza la necessità di produrre contestualmente tutta la documentazione finora richiesta. Il debitore potrà così accedere immediatamente alle protezioni previste dalla legge fallimentare. L'obiettivo è quello di promuovere l’emersione anticipata della crisi.

Sarà inoltre possibile ottenere, sin dalle primissime fasi della procedura, l’erogazione dinuova finanza interinalee pagare le forniture strumentali alla continuazione dell’attività aziendale in un contesto di stabilità. In questo modo il debitore potrà proseguire nell’attività d’impresa durante la fase preliminare di preparazione della proposta di concordato e, successivamente, durante tutta la procedura sino all’omologa del concordato stesso.

Viene previsto che il professionista che attesta i piani di risanamento debba essere indipendente sia dal debitore, che provvede a nominarlo, che dai creditori, con sanzione penale a suo carico per il caso in cui esponga in relazione rmazioni false o ometta di riferire rmazioni rilevanti.

Si interviene anche sullanormativa fiscale, estendendo agli accordi di ristrutturazione omologati e ai piani attestati ex articolo 67, lettera d), soltanto qualora pubblicati nel registro delle imprese, la disciplina fiscale prevista dagli artticolo 88 e 101 del Tuir per le sopravvenienze attive e le perdite su crediti formatesi a seguito di piani di concordato preventivo omologati. Così recependo una prassi fiscale già in uso e confermata in circolari dell'Agenzia delle Entrate.

Srl semplificata - Fatto salvo quanto già previsto dalla normativa vigente per le Srl semplificate per gli under 35 viene introdotta una nuova disciplina per la Srl semplificata nel caso in cui i soci siano over 35.

Le reazioni - «Assistiamo a un ennesimo e grave tentativo da parte del Governo tecnico, di riformare a costo zero e in modo disorganico il processo civile. E non è difficile pronosticare che anche in questo caso assisteremo all'ennesimo fallimento a danno dei cittadini e delle imprese». Lo afferma Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, che, riunito in assemblea, con una delibera ha espresso «forte preoccupazione» sui contenuti del «decreto Sviluppo» e sui possibili interventi relativi al processo civile: depotenziamento della legge Pinto e previsione di «un più rigido, arbitrario e ingiusto» meccanismo di impugnazione. 'Innanzitutto - afferma De Tilla -vogliamo fare una considerazione a monte: le norme processuali non possono essere costantemente e ripetutamente stravolte, senza un’ottica di insieme, per mere ragioni economiche e omettendo un fattore importante: la giustizia è un diritto primario del cittadino, costituzionalmente riconosciuto, e che le riforme, soprattutto in un settore che gli economisti ritengono così determinante e strategico per lo Sviluppo del Paese, non possono essere eseguite a costo zero, ovvero addirittura con continue riduzioni di risorse economiche ed umane, ma richiederebbero cospicui investimenti'.