MEDIAZIONE CIVILE

Mediaconciliazione, la Consulta dichiara l'illegittimità per eccesso di delega

| 24 Ottobre 2012

L'ANALISI DI MARCO MARINARO

IL CONGRESSO STRAORDINARIO

Greco (Aiga): finisce lo 'scempio' della mediazione Decreti ingiuntivi agli ordini

Roma, 24 ottobre 2012
- La Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del Dlgs 4 marzo 2010 n. 28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Lo rende noto un comunicato della Corte costituzionale di questa mattina. Le motivazioni, secondo quanto riferito dall'ufficio stampa, saranno pubblicate 'nelle prossime settimane'.

LE REAZIONI

Severino, ora lavoreremo sugli incentivi
'Non ho letto

le motivazioni ma la valutazione di legittimità è solo su una parte della delega che è stata esercitata dal precedente governo. Non posso che prenderne atto'. Lo ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino, interpellata sulla bocciatura da parte della Consulta della media-conciliazione. 'Stavamo già ragionando - ha aggiunto - con gli avvocati sul tema della mediazione. Gli istituti funzionano nel tempo, con la pratica, e questo stava iniziando a funzionare. Rimane comunque quella facoltativa, vuol dire che lavoreremo sugli incentivi'.


De Tilla, era un meccanismo perverso
'Obbligatorietà e costi alti costituivano un meccanismo perverso che, oltre che limitare l'accesso alla giustizia, avviava un processo di privatizzazione di un diritto sancito dalla nostra Costituzione'. Lo afferma il presidente Maurizio de Tilla, presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), commentando la sentenza della Consulta sulla media conciliazione.

'La media-conciliazione obbligatoria - scrive de Tilla in una nota - è figlia di diverse forzature nel suo iter di approvazione e dell'assoluta indifferenza ai richiami delle Commissioni Parlamentari che chiedevano decise e forti correzioni. Ma anche di una concezione sbagliata dei sistemi extragiudiziali di risoluzione delle controversie '.

'Ora è giunto il momento di approfondire il confronto - conclude de Tilla - e di puntare davvero su sistemi moderni di soluzione alternative alle controversie, con criteri di qualità e rigore e senza dissimulate privatizzazioni dei diritti'.


Berselli, soluzione corretta
“Accolgo positivamente la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità per eccesso di delega del decreto legislativo nella parte in cui era previsto il carattere obbligatorio della mediazione. Allorché la commissione giustizia fu chiamata al riguardo, espresse parere nettamente contrario proprio per l'eccesso di delega ora sanzionato dalla corte costituzionale”. Lo ha detto il presidente della commissione Giustizia del Senato il senatore del Pdl Filippo Berselli.

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Mediaconciliazione, primo round alla Consulta. Restano le parti del ricorso

Roma, 23 ottobre 2012 - Si è chiusa alle 12,20 di questa mattina l’udienza davanti ai Giudici della Consulta per l'esame della costituzionalità del tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalla legge 28/2010 come condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Il giudizio seguel'ordinanza delTar del Lazio, 9 marzo-12 aprile 2011 n. 3202, che aveva ritenuto non manifestamente infondata la questione rimessa dall'Oua e diversi Consigli degli ordini locali.

L’udienza davanti alla Consulta
Il primo intervento è stato del Relatore prof. Criscuolo; a seguire in difesa dell’istituto è intervenuto il ministero della Giustizia. In senso contrario si è poi espressa l’Oua. Interventi a favore anche dell’avvocatura dello Stato e di Adr center. Mentre dopo una sospensione dell’udienza, la Consulta non ha ammesso coloro che non erano parte nel giudizio di fronte al Tar.

Il sito della Corte costituzionalecaricherà nei prossimi giorni i file contenenti la registrazione della seduta.

Morello (Apm): grande interesse per il tema
Per l’avvocato Lorenza Morello che ha presenziato nella sua veste di Presidente dell'Associazione Avvocati per le mediazione (Apm): “L'interesse per il tema si è palesato oggi più che mai, nel vedere l'aula di discussione semi vuota per i due procedimenti chiamati prima di quello della mediazione, a confronto con gli astanti in piedi fuori dall'aula mentre si parlava di Mediazione”.

L’ordinanza del Tar
Il Tar del Lazio, con l’ordinanza 9 marzo-12 aprile 2011 n. 3202, aveva ritenuto non manifestamente infondata, per contrasto con gli articoli 24 (diritto di azione giurisdizionale) e 77 (rispetto della legge di delega), la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 5 del Dlgs n. 28 del 2010, comma 1, primo periodo (che introduce a carico di chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa alle controversie nelle materie espressamente elencate l’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione), secondo periodo (che prevede che l’esperimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale), terzo periodo (che dispone che l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto o rilevata d’ufficio dal giudice).


Non manifestamente infondata, per contrasto con gli articoli 24 (diritto di azione giurisdizionale) e 77 (rispetto della legge di delega), è stata considerata anche la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 16 del Dlgs n. 28 del 2010, comma 1, laddove dispone che abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione sono gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di “serietà ed efficienza”.



LE PARTI DAVANTI ALLA CONSULTA

Ammesse soltanto le parti che avevano presentato ricorso di fronte al Tar:

1 l’Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana - Oua, Maurizio De Tilla

2.Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, Francesco Caia

3. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, Gennaro Tornese

4. Unione Regionale dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati della Campania, Franco Tortorano

5. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Lagonegro

6. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Larino, Marco d’Errico

7. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Campobasso, Demetrio Rivellino, Mario Pietrunti

8. Aiaf - Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori, Filippo Pucino, Paola Pucino, Angelo Pucino, Carmelo Maurizio Sergi, Federica Eminente, Sabrina Sifo, Pompeo Salvatore Walter, Eugenio Bisceglia, Vitangelo Mongelli, Vincenzo Papaleo, Salvatore Di Cristofalo, Giovanni Zambelli, Giuseppe Di Girolamo, Agostino Maione, Claudio Acampora, Luigi Ernesto Zanoni, rappresentati e difesi dagli avv.ti Giorgio Orsoni, Mariagrazia Romeo e Mario Sanino


Contro

Ministero della giustizia e Ministero dello sviluppo economico, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato


e con l'intervento di

ad adiuvandum:


1. Associazione degli Avvocati Romani e Associazione Agire e informare, rappresentate e difese dagli avv.ti Giampiero Amorelli e Dorodea Ciano

2. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Firenze, rappresentato e difeso dagli avv.ti Nino Scripelliti e Gaetano Viciconte

3. Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Salerno, rappresentato e difeso dall'avv. Gaetano Paolino, con il quale elettivamente domicilia presso l’avv. Leopoldo Fiorentino


ad opponendum:

1. Associazione Avvocati per la mediazione, Lorenza Morello e Alberto Mascia, rappresentati e difesi dagli avv.ti Daniela Bauduin e Giorgio Prete

2. Adr Center s.p.a., rappresentato e difeso dagli avv.ti Giuseppe De Palo, Rodolfo Cicchetti e Donatella Mangani, con domicilio eletto presso lo studio legale associato Oikos in Roma

3. Associazione Italiana dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti, rappresentati e difesi dall'avv. Ernesto Sticchi Damiani

sul ricorso numero di registro generale 11235 del 2010, proposto da:

Unione Nazionale delle Camere Civili (Uncc), rappresentata e difesa dagli avv.ti Francesco Storace e Antonio De Notaristefani Di Vastogirardi


contro

Ministero della giustizia e Ministero dello sviluppo economico, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso la cui sede domiciliano in Roma

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