RIFORMA FORENSE/12

Esame d’avvocato senza codici commentati, pesanti sanzioni per chi copia

La dodicesima puntatadell'analisi della riforma forense(testo approvato alla Camera il 31 ottobre scorso ed ora all'esame del Senato) affronta gli articoli da 46 a 49 sull’esame di Stato e sulla disciplina transitoria. Niente più codici commentati, dunque, agli esami di abilitazione, drastiche sanzioni per chi copia e fa copiare e nuovi criteri di valutazione. Per ora però tutto resta come prima, le nuove regole infatti entreranno a regime solo due anni dopo l’entrata in vigore della riforma (fatta salva la riduzione a 18 mesi del tirocinio). In15 articoli il punto degli esperti di “Guida al Diritto” sui principali aspetti della riforma in cantiere.


Esame d’avvocato senza codici commentati, pesanti sanzioni per chi copia


Eugenio Sacchettini (Guida al Diritto)


Niente più codici commentati agli esami di avvocato, drastiche sanzioni per chi copia e fa copiare, nuovi criteri di valutazione, ma per ora tutto resta come prima, o quasi, perché l'accorciamento del periodo di pratica suscita già problemi.


La sede di esame

Presso ogni sede di corte d'appello è costituita una commissione di esame con decreto del ministro della giustizia e nominata una sottocommissione e, ove il numero dei candidati lo richieda, possono essere formate con lo stesso criterio ulteriori sottocommissioni. Quanto alla specifica sede ove le prove di esame andranno sostenute, a norma del comma 5 dell'articolo 46 del Progetto il ministro della Giustizia determina, mediante sorteggio, gli abbinamenti per la correzione delle prove scritte tra i candidati e le sedi di corte di appello ove ha luogo la correzione degli elaborati scritti, con la precisazione che la prova orale ha luogo nella medesima sede della prova scritta. La norma, seppur malamente espressa, non sembra star per mandare in soffitta il sistema instaurato col Dl 21 Maggio 2003 n. 112 (si veda <<Guida al Diritto>> n. 22/2003 pag. 22) delle prove scritte in sede, correzione ad opera di una commissione distaccata presso altra corte d'appello scelta a sorteggio, e prove orali degli ammessi di nuovo in sede. Anzi sembra che tale sistema debba continuare, coi criteri di abbinamento fissati in via ministeriale, tenendo anche conto che il comma 3 dell'articolo 43 continua a disporre che il praticante avvocato sia ammesso a sostenere l'esame di Stato nella sede di corte di appello nel cui distretto ha svolto il maggior periodo di tirocinio, conformemente peraltro a quanto stabilito dal comma 5 dell'articolo 10 Dpr 7 agosto 2012 n. 137.


Le prove scritte di esame
A norma dell'articolo 46 del Progetto le prove scritte sono ancora tre, ossia la redazione di un parere motivato in materia regolata dal codice civile il primo e in materia regolata dal codice penale il secondo, ma da scegliere tra due questioni; inoltre la terza prova scritta consiste nella redazione di un atto giudiziario che postuli conoscenze di diritto sostanziale e di diritto processuale, su un quesito proposto tra il diritto privato, il diritto penale ed il diritto amministrativo, in materia pure scelta dal candidato.


Solo testi di legge
La principale novità, introdotta dal comma 7 dell'articolo 46, è che d'ora in poi le prove scritte si svolgono con il solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali. Si ricorderà che questa era già la regola per i vetusti esami di procuratore, ma poi negli anni '80 ci si era accorti che il lavoro di un avvocato serio non si può esaurire, quando dà un parere o dispone un atto giudiziario, nella sola analisi dei testi legislativi, ma si deve allargare almeno ad un'indagine sull'interpretazione giurisprudenziale, e da qui nucleare i principi per un corretto elaborato. L'esperienza delle prove però non ha dato in generale risultati positivi, perché assai spesso ne è risultata una semplice pedissequa ricopiatura di precedenti ricavati dai codici commentati, con conseguente difficoltà per le commissioni esaminatrici nello sceverare quel che di personale immesso nell'elaborato, come tale giudicabile ai fini della preparazione del candidato, dalla congerie di precedenti citati, che evidentemente di per sé non posson venire ritenuti sbagliati, salvo che del tutto inconferenti.


Ma questo ritorno alle origini richiede rigorosi controlli, e così il comma 7 all'uopo dispone che a tal fine i testi di legge portati dai candidati per la prova debbano essere controllati e vistati nei giorni anteriori all’inizio della prova e collocati sul banco su cui il candidato sostiene la prova. aggiungendo (comma 8) che i candidati non possano portare con sé testi o scritti, neanche informatici, né ogni sorta di strumenti di telecomunicazione, pena la immediata esclusione dall’esame, con provvedimento del presidente della commissione, sentiti almeno due commissari. E la stessa procedura di esclusione viene prevista dal successivo comma 9, qualora siano fatti pervenire nell’aula, ove si svolgono le prove dell’esame, scritti od appunti di qualunque genere, con qualsiasi mezzo, per il candidato che li riceva e non ne faccia immediata denuncia alla commissione.


Sanzioni fino a tra anni
Ma si arriva al reato: chiunque faccia pervenire in qualsiasi modo ad uno o più candidati, prima o durante la prova d’esame, testi relativi al tema proposto e` punito a norma del comma 10, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la pena della reclusione fino a tre anni. Stante il tenore della norma, essa non sembra applicabile per il semplice suggerimento tra candidati, presupponendo il passaggio di testi relativi al tema proposto.


Ma le sanzioni non si esauriscono a chi fa copiare: i candidati destinatari dei testi sono denunciati al consiglio distrettuale di disciplina del distretto competente per il luogo di iscrizione al registro dei praticanti, per i provvedimenti di sua competenza; e va tenuto conto che nel caso di condanna disciplinare irrogata durante il periodo di pratica (Sezioni Unite, Cassazione 9 Aprile 2008 n. 9166 in <<Guida al Diritto>> n. 25/208 pag. 25) la pena va scontata anche una volta superato l'esame ed ottenuta l'iscrizione all'albo degli avvocati. Comunque tale procedimento disciplinare non scatta per l'ipotesi di cui al citato comma 8, per i candidati cioè che portino con sé testi o scritti, informatici, ogni sorta di strumenti di telecomunicazione, ferma rimanendo tuttavia l'immediata esclusione dall’esame.


Le prove orali
Una volta superato lo scritto, pel tramite dell'abbinamento della correzione delle prove cui sopra si è accennato, rimane da passare le prove orali, precedute dall' illustrazione della prova scritta; alcune sono obbligatorie per tutti, costituendo l'ABC degli avvocati: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale. La prova orale si conclude con altre due materie, scelte preventivamente dal candidato tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario, diritto ecclesiastico, ordinamento giudiziario e penitenziario: si riscontrano anche in quest'ambito novità nell'individuazione di alcune delle materie a scelta rispetto al passato, e forse potranno anche determinarsi imbarazzi per gli esaminatori qualora un candidato opti per materie non usuali.


I criteri di valutazione delle prove
È evidente che i criteri valutativi muteranno in pratica da commissione a commissione, ma il comma 6 demanda ad un regolamento del ministro della giustizia, sentito il Cnf, di disciplinare, oltre alle modalità e alle procedure di svolgimento dell’esame, anche quelle di valutazione delle prove scritte ed orali, sulla base di criteri che già viene ad indicare. Alcuni fra questi sono abbastanza evidenti, come quello indicato dalla lettera a): chiarezza, logicità e rigore metodologico dell’esposizione, e in argomento può apparire anche pedante ricordare come a tanti commissari di esame sian cascate le braccia a leggere scritti con elaborazione sintattica (e a volte perfino grammaticale) carente o confusa. Si va un po' più sullo specifico con la lettera b), dimostrazione della concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici; ciò implica in particolare l'esigenza di attenersi allo specifico problema da trattare, senza arzigogolare in noiose disquisizioni senza mai giungere a bomba, o giungervi solo con tre parole non fondate su valide argomentazioni svolte in precedenza.

La dimostrazione della conoscenza dei fondamenti teorici degli istituti giuridici trattati (indicata dalla successiva lettera c) può diventar più ardua ora che vien precluso l'accesso ai codici commentati, e costituire un grosso scoglio da superare sulla base dei soli testi normativi, con pericolo di grossi scivoloni ove non si disponga di una solida preparazione di base. Con la lettera d) si richiede la dimostrazione della capacità di cogliere eventuali profili di interdisciplinarietà, e per la verità è questa una dote che dovrebbe in primo luogo contraddistinguere il bravo avvocato il quale, particolarmente in una società confusa e retta da una normativa contorta come l'attuale, non può esimersi da ogni possibile collegamento nella guida degli interessi del cliente, alla faccia delle specializzazioni che oggi vanno tanto di moda. Ed è quindi da salutare che un tale criterio sia stato introdotto anche ai fini del vaglio della preparazione dell'aspirante avvocato, anche se non sarà sempre facile il dar prova di questo tipo di preparazione.

Sa tanto di americanata invece il criterio indicato per ultimo, sub lettera e), di dimostrazione della conoscenza delle tecniche di persuasione e argomentazione. Forse il candidato, quanto alla persuasione, deve dimostrare di esser Demostene, o più banalmente di saper far l'imbonitore? Per le prove scritte una tale dimostrazione non appare neanche concepibile e, per l'orale, si tratta di rispondere con competenza a specifiche domande su materie spesso anche ostiche, e non di mostrare la propria facondia, come in una smagliante arringa penale.


Come già osservato all'inizio, ogni commissione in concreto si regolerà secondo la propria visione, ma non potrà prender del tutto sottogamba questi criteri, perché a norma del comma 5 sarà tenuta ad annotare le osservazioni positive o negative nei vari punti di ciascun elaborato, le quali costituiscono motivazione del voto che viene espresso con un numero pari alla somma dei voti espressi dai singoli componenti. Perciò, nell'ipotesi non infrequente che il candidato bocciato richieda la motivazione, potrà esser sempre sulla base dei suddetti criteri che andrà vagliato l'operato della commissione e il suo responso negativo.


La commissione esaminatrice

A norma del comma 1 dell'articolo 47 la commissione di esame e` nominata, con decreto, dal ministro della giustizia ed è composta da cinque membri effettivi e cinque supplenti, dei quali tre effettivi e tre supplenti sono avvocati designati dal Cnf tra gli iscritti all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, uno dei quali la presiede: la partecipazione dei professionisti agli esami di abilitazione all'ingresso negli albi professionali è stata peraltro ritenuta compatibile con le norme della Comunità Europea (Cgue 17 Febbraio 2005 - Causa C-250-03 in <<Guida al Diritto>> n. 11/2005 pag. 109). Un effettivo e un supplente sono inoltre magistrati in pensione, evidentemente perché non si vuol distogliere i giudici in servizio dal loro lavoro; un effettivo e un supplente sono professori universitari o ricercatori confermati (si veda <<Guida al Diritto>> n. 9/2012 pag. 38) in materie giuridiche.


Onde evitare ogni commistione, ingerenza e tentazione, a norma del successivo comma 6 gli avvocati componenti della commissione non possono essere eletti quali componenti del consiglio dell’ordine, di un consiglio distrettuale di disciplina, del consiglio di amministrazione o del comitato dei delegati della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza forense e del Cnf nelle elezioni immediatamente successive alla data di cessazione dell’incarico ricoperto.


E tutto dev'esser sotto controllo, il ministro della Giustizia, anche su richiesta del Cnf, può nominare a norma del comma 8 ispettori per il controllo del regolare svolgimento delle prove d’esame scritte ed orali. Ciò ad evitare incresciosi abusi e disparità riscontrati negli anni trascorsi, che certo non hanno dato una buona immagine all'opinione pubblica circa la serietà di queste prove. Gli ispettori possono partecipare in ogni momento agli esami e ai lavori delle commissioni di uno o più distretti indicati nell’atto di nomina ed esaminare tutti gli atti.

Quanto ai costi, il comma 13 del testo licenziato dal Senato li rimetteva tout-court a carico dei soggetti partecipanti, ma la Camera ha ritenuto di rivedere la norma, disponendo che invece si provveda nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, rimanendo ferma la corresponsione all’Erario della tassa di cui all’articolo 1, primo comma, lettera b), del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 13 settembre 1946 n. 261, come rideterminata dall’articolo 2, comma 1,lettera b), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303

del 31 dicembre 1990. In concreto su questo fronte si dovrebbe rimanere come prima.


Quando la riforma andrà a regime

Dispone l'articolo 48 che fino al secondo anno successivo alla data di entrata in vigore della legge progettata, l’accesso all’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato resta disciplinato dalle disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della stessa legge, fatta salva la riduzione a diciotto mesi del periodo di tirocinio. E il successivo articolo 49 aggiunge che per i primi due anni dalla data di entrata in vigore della legge stessa l’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato si effettua, sia per quanto riguarda le prove scritte e le prove orali, sia per quanto riguarda le modalità di esame, secondo le norme previgenti. Nulla cambia dunque per i primi due anni, salva l'abbreviazione del periodo di tirocinio. Quest'ultima precisazione continua tuttavia a lasciar qualche dubbio - che comunque dovrebbe venir trattato dall'ordine forense che rilascia il certificato di compiuta pratica - in relazione ai tirocini 'a cavallo', ossia iniziati anteriormente all'abbreviazione del periodo di pratica forense, in ordine ai quali si son riscontrate opposte interpretazioni da parte del ministero della Giustizia (si veda <<Guida al Diritto>> n. 31/2012 pag. 104). E la questione non rimane del tutto chiarita neppure con l'avvento dell'articolo 6 Dpr 7-8-2012 n. 137 (in “Guida al Diritto” 36/2012 pag. 38).


L’INDICE DEGLI ARGOMENTI


1)Art. 1, 3, 6 e 8: Funzione e ruolo dell’avvocato con corollario dei doveri deontologici e del segreto professionale e dell’impegno solenne (di Giuseppe Sileci)

2)Art. 2: Competenze e materie riservate (di Eugenio Sacchettini)

3)Art. 4, 5: Associazioni professionali e società (di Giuseppe Sileci)

4)Art. 9, 11, 22 e 41: Tirocinio, formazione continua, specializzazione ed accesso alle giurisdizioni superiori (di Eugenio Sacchettini)

5)Art. 10: Pubblicità (di Eugenio Sacchettini)

6)Art. 12: Assicurazione obbligatoria (di Filippo Martini)

7)Art. 13: Tariffe (di Eugenio Sacchettini)

8)Art. 14: Rapporti di collaborazione (di Eugenio Sacchettini)

9)Art. 18, 19, 20 e 21: Iscrizione all’albo (incompatibilità - sospensione e mantenimento della iscrizione) (di Eugenio Sacchettini)

10)Art. da 25 a 33: Governance e rappresentanza istituzionale territoriale (di Eugenio Sacchettini)

11)Art. da 34 a 38: Governance e rappresentanza istituzionale nazionale (di Giuseppe Sileci)

12)Art. da 46 a 50: Esame di stato e disciplina transitoria(di Eugenio Sacchettini)

13)Art. 51 e 64: Disciplina (organi disciplinari, e cioè Consiglio distrettuale di disciplina e consiglio nazionale forense)(di Ettore Randazzo)

14)Art. 52, 53, 54: Disciplina (procedimento davanti al cdd decisione e sanzioni)(di Ettore Randazzo)

15)Art. 59 e 60 e 62: Disciplina (impugnazione e procedimento)(di Ettore Randazzo)


Riforma forense - Il testo approvato dalla Camera