ALLA PROVA DELL’ATTUAZIONE

Amministrazione giudiziaria, il Dlgs "trasparenza" alza il velo sulla produttività

| 14 Maggio 2013

Decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33

Stando ai dati pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia, i processi civili pendenti al 2011 erano 3.496.899, ossia – in valori assoluti – 44.437 fascicoli in meno rispetto al 2008, quando se ne contavano 3.452.462.


Altre informazioni si possono reperire sui procedimenti definiti e su quelli sopravvenuti ed anche sulla loro suddivisione per distretto di Corte di appello.

Si tratta, però, di dati aggregati che non consentono di comprendere il funzionamento degli uffici giudiziari ed ancor meno se le risorse umane siano impiegate in modo ottimale.


Csm, dati insufficienti
D’altronde, che le cifre ogni anno raccolte ed ordinate dal ministero sul numero e sulla tipologia dei procedimenti civili e penali siano assolutamente insufficienti, lo ha ricordato lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura.


Si legge, nelle conclusioni del Gruppo di lavoro per l’individuazione degli standard medi di rendimento, che il proposto nuovo metodo di valutazione dei magistrati “ha evidenziato ancor di più le pur note gravi carenze del vecchio sistema ancora operante, e particolarmente l’assoluta insufficienza, quanto alla valutazione del parametro della laboriosità, dello strumento attualmente vigente costituito dalle statistiche fornite dall’ufficio, sia in quanto in generale non rispondenti ad un modello nazionale unitario e condiviso e sia per quanto attiene alla scarsità e genericità delle indicazioni ivi, in genere, contenute”.


In Cassazione il monitoraggio più attento
Va appena meglio per la Corte Suprema di Cassazione, la quale pubblica annualmente i dati relativi alla attività delle singole sezioni e fornisce una serie di informazioni e di elementi di valutazione della efficienza sicuramente più utili e pertinenti.

Si scopre, così, che, per quanto riguarda l’indice di produttività media dei consiglieri, tra il 2011 ed il 2012 vi sarebbe stata una flessione del 12,6%. Ma si apprende anche che la percentuale dei ricorsi respinti è del 40% e che complessivamente, se si considerano anche quelli dichiarati inammissibili, la percentuale di insuccesso sale a poco più del 50%.


Presto, però, la situazione potrebbe cambiare profondamente.


Il Dlgs che dovrebbe cambiare le cose
Infatti, sulla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 5 aprile 2013 è stato pubblicato il decreto legislativo 14 marzo 2013 n. 33 in materia di “riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni” (per un commento del testo di legge si veda l’approfondimento in Guida al Diritto del 27 aprile 2013 n. 18).


Organizzazione e attività della PA senza segreti
D’ora in avanti, le pubbliche amministrazioni dovranno rendere trasparenti, e cioè totalmente accessibili mediante pubblicazione nei loro siti internet istituzionali, tutte le informazioni concernenti l’organizzazione e la attività degli uffici.


L’articolo 24 stabilisce in particolare l’obbligo di pubblicazione dei dati aggregati relativi alla attività amministrativa, prevedendo che le pubbliche amministrazioni debbano rendere conoscibili e tenere costantemente aggiornati i dati relativi, organizzandoli per settori di attività, per competenza degli organi e degli uffici e per tipologia dei provvedimenti.


Efficienza dell’amministrazione giudiziaria sotto la lente
Pertanto, a breve, e comunque a decorrere dal sesto mese dalla data di entrata in vigore del decreto, i singoli uffici giudiziari dovrebbero fornire tutte le informazioni che concernono la loro attività ed i cittadini dovrebbero accedere a tutta una serie di dati, oggi probabilmente inesistenti o secretati, che consentano, attraverso elementi statistici, di valutare la efficienza della amministrazione giudiziaria e l’impiego delle risorse umane e materiali che la compongono, permettendo di capire, ad esempio, i tempi medi di deposito di una ordinanza e/o di una sentenza, quanto meno per ciascuna sezione se il Tribunale è suddiviso in queste articolazioni, oppure il carico medio di ciascun magistrato e la tipologia del contenzioso affidatogli.


Una chiave per lo smaltimento dell’arretrato
Tutti elementi indispensabili per misurare la produttività di un ufficio e per rendere effettivi i compiti cui sono chiamati i capi degli uffici, ai sensi dell’articolo 37 del Dl 98/2011, nel redigere un programma per lo smaltimento dell’arretrato e per la migliore gestione dei flussi giudiziari.


C’è solo da augurarsi che la norma sia interpretata ed applicata in modo da favorire concretamente la trasparenza dell’attività giudiziaria, e cioè la puntuale pubblicazione dei dati relativi ai singoli uffici.

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