LA NUOVA DISCIPLINA

Srl sotto i 10mila euro, i chiarimenti del notariato

| 17 Dicembre 2013

Arrivano le linee guida del notariato sulle nuove Srl sotto i 10mila euro. L’introduzione nel nostro ordinamento del nuovo modello di società, infatti, è avvenuta con “provvedimenti legislativi tutti caratterizzati dall’urgenza e, giocoforza, da notevoli problemi di coordinamento”. Per cui, “si è creata una stratificazione di norme che, in alcuni casi, non è stata accompagnata da interventi di coordinamento”. Una lacuna a cui oggi il Consiglio del notariato sopperisce con una articolato studio di 50 pagine che ripercorre anche cronologicamente tutte le fasi di gestazione delle nuove regole.

Interpretazione restrittiva per la gratuità della prestazione
Lo studio ricorda, fra l’altro, che il comma 3 dell’articolo 3 del Dl1/2012 prevede che “l'atto costitutivo e l'iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da diritto di bollo e di segreteria e non sono dovuti onorari notarili”, in presenza dei presupposti richiesti dall’art. 2463-bis c.c. (soci persone fisiche, capitale inferiore a 10.000 euro, atto costitutivo redatto mediante l’utilizzo di un modello standard tipizzato con regolamento ministeriale e denominazione comprendente l’aggettivo “semplificata”).

Secondo il notariato, guardando al combinato disposto dei commi 2 e 3 dell’art. 2463-bis, c.c., e alla previsione dell’articolo 3, comma 3, del Dl 1/2012, “non sembra potersi mettere in dubbio che questa seconda disposizione, concedendo delle agevolazioni sul piano tributario ed amministrativo e, al contempo, prevedendo la gratuità della prestazione professionale del notaio, debba esser interpretata in senso restrittivo, in quanto norma eccezionale, non estensibile a fattispecie diverse rispetto a quella alla quale essa espressamente si riferisce”.

“Sia l’esenzione da diritto di bollo e di segreteria, sia la gratuità dell’intervento del notaio spiega il Consiglio, corrispondono alla finalità di abbattere i costi di avvio delle nuove imprese semplificate; e, con riferimento alla seconda, la scelta presupponeva necessariamente di ridurre quanto più possibile la prestazione professionale del notaio al solo controllo di legalità, appunto attraverso il ricorso ad un modulo”.


Statuto standardizzato
E, infatti, una delle questioni più dibattute, ricorda sempre lo studio, ha riguardato proprio la possibilità di integrare o meno lo statuto standard tipizzato, il cui contenuto, definito nella tabella allegata al Dm 138/2012, è stato oggetto di critiche da parte della dottrina a causa delle lacune che lo caratterizzano.

Ora, però, l’introduzione da parte del Dl 76/2013 della previsione di cui al comma 3 dell’art. 2463-bis, c.c., secondo cui le clausole del modello standard tipizzato sono inderogabili, “sembra escludere che l’atto costitutivo della s.r.l. semplificata possa avere un contenuto diverso da quello stabilito dall’art. 2463-bis, comma 2, al quale deve conformarsi il modello standard di cui al regolamento ministeriale”.

La nomina di soci esterni
Un’altra questione controversa riguarda la possibilità di nominare amministratori dei soggetti diversi dai soci. L’art. 2475 c.c., norma generale sull’amministrazione delle s.r.l., dispone che l’amministrazione della società debba essere affidata a uno o più soci, salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo. L’art. 2463-bis, comma 2, n. 6) c.c., che disciplina la costituzione della s.r.l. semplificata, nella sua formulazione originaria imponeva l’obbligo di scegliere gli amministratori nominati nell’atto costitutivo tra i soci. Sennonché il legislatore, con la lett. b) del comma 13 dell’art. 9 d.l. 76/2013, ha provveduto a sopprimere la previsione dell’art. 2463-bis, comma 2, n. 6) c.c. relativa all’obbligo di scegliere tra i soci gli amministratori nominati nell’atto costitutivo.

Come interpretare tale abrogazione? Secondo il Consiglio nazionale del notariato vi sono tre ipotesi. In primo luogo si può ipotizzare che tale abrogazione abbia lo scopo di eliminare una disposizione superflua, considerato che l’atto costitutivo delle s.r.l. semplificate ha un contenuto standard che non può essere in tale sede integrato dall’autonomia statutaria. Conseguentemente, nelle s.r.l. semplificate non sarebbe mai possibile nominare amministratori estranei in sede di atto costitutivo. Viceversa, tale clausola potrebbe essere inserita in un momento successivo alla costituzione della società e varrebbe, pertanto, per le ulteriori nomine dell’organo amministrativo.

Secondo i notai “appare, altresì, possibile una seconda interpretazione”, in quanto l’art. 2475 c.c. stabilisce che l’amministrazione della società debba essere affidata ai soci “salvo diversa disposizione dell’atto costitutivo”. Il riferimento che fa salva la diversa disposizione dell’atto costitutivo, può essere interpretato non solo nel senso che è consentita l’adozione di una clausola derogatoria, valevole per ogni nomina dell’organo amministrativo, ma anche che la nomina dei primi amministratori possa riguardare gli estranei, poiché avviene in sede di atto costitutivo, e poiché in tale sede è possibile derogare all’obbligo di scegliere gli amministratori tra i soci.

In quest’ottica, la previsione dell’obbligo di scegliere gli amministratori tra i soci, contenuto nella precedente formulazione dell’art. 2463-bis, comma 2, n. 6) c.c., avrebbe avuto lo scopo di impedire la nomina di estranei che invece, in assenza di un’apposita previsione in tal senso, sarebbe stata consentita. Conseguentemente, l’abrogazione del predetto obbligo avrebbe lo scopo di consentire la nomina di amministratori estranei in sede di atto costitutivo.


Infine, la terza interpretazione. Occorre considerare, spiegano i notai, che ai sensi del comma 5 dell’art. 2463-bis c.c., la disciplina delle s.r.l. si applica alle s.r.l. semplificate in quanto “compatibile”. Nel caso di specie, la compatibilità dell’art. 2475 c.c. con le norme delle s.r.l. semplificate potrebbe ritenersi esclusa proprio per effetto della soppressione del divieto di nominare amministratori estranei, realizzata dalla lett. b) del comma 13 dell’art. 9 d.l. 76/2013, la quale dimostrerebbe la volontà del legislatore che nelle s.r.l. semplificate possano ricoprire la carica di organo amministrativo anche soggetti diversi dai soci.

Poiché, però, il meccanismo di cui al comma 1 dell’art. 2475 c.c. impone un’apposita clausola statutaria per la nomina di amministratori estranei, mentre il modello standard in sede di atto costitutivo non può essere integrato con ulteriori clausole statutarie, l’applicazione del comma 1 dell’art. 2475 c.c. risulterebbe incompatibile con la disciplina delle s.r.l. semplificate, per le quali sarebbe venuto meno il divieto in questione.

Pertanto, in base a questa terza interpretazione, il comma 1 dell’art. 2475 c.c. non si applicherebbe alle s.r.l. semplificate in quanto incompatibile con la loro disciplina ai sensi dell’art. 2463-bis comma 5 c.c. e, quindi, sarebbe sempre possibile nominare amministratori estranei, a prescindere dall’adozione di un’apposita clausola statutaria in tal senso .