Prosegue il cammino in Commissione Industria al Senato del Dl liberalizzazioni. Nella giornata di ieri è stata approvata una tornata di emendamenti contro le frodi assicurative nel settore Rc auto. Oltre ad una banca dati dei testimoni e dei sinistri, da ora in poi non verrà più riconosciuto il danno biologico, e dunque il relativo risarcimento, per le lesioni di lieve entità non suscettibili di un accertamento clinico, come il colpo di frusta. Trovato l’accordo anche sui tassisti che di fatto tornano sotto l’egida dei sindaci mentre l’autorità per i trasporti, cui il Dl delegava le decisioni, esprimerà soltanto un parere non vincolante. Soluzione ancora lontana, invece, per farmacie, professioni e fondazioni bancarie.
Stop ai rimborsi facili
In caso di incedente stradale «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente», lo stabilisce l'emendamento di Ida Germontali approvato dalla commissione Industria del Senato. E subito l’Ania ha auspicato un intervento che "renda vita difficile agli speculatori delle microlesioni, eliminando l'automatismo tra auto-dichiarazione e liquidazione del danno di piccola entità e riformulando la tempistica di liquidazione, oggi ancora troppo breve, per evitare liquidazioni frettolose e non controllabili da parte delle compagnie". “In Italia - denuncia l’associazione - nulla o quasi è stato fatto a fronte di 500mila colpi di frusta denunciati ogni anno, più di 1.300 al giorno. Nel nostro Paese 23 incidenti su 100 registrano danni alla persona contro la media europea del 10%, a parte la Gran Bretagna. Una situazione d'emergenza che, in alcune zone della penisola, assume proporzioni ancor più preoccupanti con richieste di risarcimento per danni alla persona - avviene ad esempio in alcune province della Puglia - ogni 2 incidenti”.
Banca dati dei danneggiati
Arrivano poi, con un emendamento presentato da Francesco Casoli (Pdl), una banca dati per i testimoni e una per i danneggiati negli incidenti stradali, sempre nell’ottica di contrastare le frodi e ridurre i costi assicurativi. "L'approvazione dell'emendamento - ha sottolineato Casoli - è un segnale molto importante, perché ci permetterà di essere più forti contro le frodi delle assicurazioni e più incisivi nella richiesta alle compagnie assicuratrici, per adeguare i costi delle Rc auto praticati in Italia agli standard europei". Una banca dati dei sinistri c'è già ed è gestita dall'Isvap, ma registra solo i dati sugli incidenti. Con questo emendamento, quindi, si "rafforzerà il patrimonio conoscitivo del database, aggiungendo anche la banca dati anagrafe testimoni e la banca dati anagrafe danneggiati".
Sì al carrozziere di fiducia
Cancellato anche il comma 2 dell'articolo 29 del Dl sulle liberalizzazioni in base al quale sarebbero stati ridotti del 30% i risarcimenti agli automobilisti che avessero scelto di far riparare il veicolo incidentato dal carrozziere di fiducia e non da un carrozziere convenzionato con le assicurazioni. Plaudono i carrozzieri di Confartigianato, Cna, Casartigiani, per l’eliminazione di una norma che “limitava la libertà dei cittadini e alterava la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto, penalizzando l'attività di 14mila carrozzerie non convenzionate con le assicurazioni".
Attestato di rischio
Per quanto concerne l’attestato di rischio, l’invio verrà effettuato esclusivamente per via telematica, attraverso l'utilizzo delle banche dati elettroniche. A prevedere questa ulteriore modifica è un emendamento del senatore del Pdl, Enzo Ghigo. Nel decreto era già prevista la possibilità della consegna online che ora diventa la modalità unica.
Tribunale delle imprese
E sui Tribunali delle imprese, i due relatori Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd) hanno presentato un emendamento di sintesi che prevede l'aumento del numero di tali Corti (uno in ogni regione) e una diminuzione delle materie di competenza: per esempio verrebbe esclusa la class action. Ma serpeggiano ancora numerosi dubbi fra i senatori. Percorso in salita anche per l'emendamento che vieta le partecipazioni multiple tra Fondazioni bancarie e istituti controllati.