DECRETO DEL FARE

Professionisti, proroga di un anno per l’obbligo assicurativo

| 17 Luglio 2013

Con un emendamento dell’ultimo minuto, approvato ieri sera dalla Commissioni Affari costituzionali e Bilancio alla Camera, al Dl Fare (Dl 69/2013), arriva la proroga di un anno per l’obbligo di stipulare la polizza assicurativa dei professionisti per garantire i clienti dai rischi dell’attività. Il termine è stato spostato di un anno portandolo dal 15 agosto 2013e al 15 agosto 2014. La discussione approderà in aula domani.


Cosa cambia
Con l’emendamento si interviene sul Dpr Professioni (137/2012) prevedendo che le convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti previste dal medesimo articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 2012 debbano tener conto dei seguenti criteri: a) obbligo delle compagnie ad assicurare il professionista richiedente; b) possibilità per le compagnie di disdettare la polizza o di incrementare il premio solo a seguito dell'accertamento effettivo della responsabilità professionale; c) divieto di applicazione di clausole unilaterali o vessatorie; d) competenza specifica dei periti assicurativi chiamati a valutare la responsabilità del professionista; e) adeguata valutazione delle specifiche caratteristiche di ciascuna professione.

Incarichi extragiudiziari
Il governo, invece, è stato costretto a ritirare un emendamento al Dl Fare che abrogava il divieto di incarichi extragiudiziari per alcune figure di magistrati. L'emendamento del governo abrogava un articolo di un Regio decreto del 1941, che vieta al primo presidente e al presidente aggiunto della Corte di cassazione, ai presidenti delle Corti di appello ed i procuratori generali della Repubblica di assumere incarichi extragiudiziari 'fuori della residenza'. Inutile la difesa da parte del sottosegretario Cosimo Ferri, il quale ha affermato che il divieto è 'anacronistico' e oltretutto tocca solo 'talune figure apicali', cosa che 'preclude la possibilità a questi magistrati di essere impiegati in commissioni di studio del Ministero della giustizia'. Il 'niet' di tutti i gruppi parlamentari, della maggioranzae dell'opposizione, ha spinto Ferri a ritirare l'emendamento per evitarne la bocciatura.