Compenso
Codice civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 4 aprile 1942, n. 79
Codice civile. [codice civile]
Approvato con R.D. 16 marzo 1942, n. 262

LIBRO QUINTO. Del lavoro - TITOLO TERZO. Del lavoro autonomo - CAPO SECONDO. Delle professioni intellettuali
Articolo 2233
Compenso

Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice, sentito il parere dell'associazione professionale a cui il professionista appartiene. (1) (3)

In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.

Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali. (2)

 

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(1) Il riferimento al parere dell'associazione professionale deve ritenersi privo di oggetto per effetto della soppressione degli organi corporativi centrali (R.D.L. 09.08.1943, n. 721).

(2) Il presente comma è stato così sostituito dall'art. 2, D.L. 04.07.2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla L. 04.08.2006, n. 248, con decorrenza dal 12.08.2006. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori non possono, neppure per interposta persona, stipulare con i loro clienti alcun patto relativo ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di nullità e dei danni.".

(3) Vedi ora l'art. 9, D.L. 24.01.2012, n. 1 che ha disposto l'abrogazione delle tariffe professionali e previsto che, nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista sia determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro della Giustizia.

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