Disconoscimento di paternità
Codice civile
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 4 aprile 1942, n. 79
Codice Civile
Approvato con R.D. 16 marzo 1942, n. 262

LIBRO PRIMO. Delle persone e della famiglia - TITOLO SETTIMO. Dello stato di figlio - CAPO PRIMO. Della presunzione di paternità
Contratto di agenzia - Agenti di commercio - Agenti commerciali indipendenti - Estinzione del rapporto - Indennità in caso di cessazione del rapporto - Indennità - Indennità di clientela - Criteri di calcolo dell'indennità suppletiva di clientela
Articolo 235
Disconoscimento di paternità
Abrogato

[L'azione per il disconoscimento di paternità del figlio concepito durante il matrimonio è consentita solo nei casi seguenti:

1) se i coniugi non hanno coabitato nel periodo compreso fra il trecentesimo ed il centottantesimo giorno prima della nascita;

2) se durante il tempo predetto il marito era affetto da impotenza, anche se soltanto di generare;

3) se nel detto periodo la moglie ha commesso adulterio o ha tenuto celata al marito la propria gravidanza e la nascita del figlio. In tali casi il marito è ammesso a provare che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibile con quello del presunto padre, o ogni altro fatto tendente ad escludere la paternità. (2)

La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.

L'azione di disconoscimento può essere esercitata anche dalla madre o dal figlio che ha raggiunto la maggiore età in tutti i casi in cui può essere esercitata dal padre.]

(1) (3) (4) (5)

 

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(1) Il presente articolo è stato così sostituito dall'art. 93, L. 19.05.1975, n. 151.

(2) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 235, primo comma, numero 3, del codice civile, nella parte in cui, ai fini dell'azione di disconoscimento della paternità, subordina l'esame delle prove tecniche, da cui risulta "che il figlio presenta caratteristiche genetiche o del gruppo sanguigno incompatibili con quelle del presunto padre", alla previa dimostrazione dell'adulterio della moglie (C. Cost. 06.07.2006, n. 266).

(3) Ai sensi dall'art. 1, comma 11, L. 10.11.2012, n. 219 con decorrenza dal 01.01.2013, nel Codice Civile le parole "figli legittimi" e "figli naturali", ovunque ricorrono, sono sostituite dalla parole "figli".

(4) La rubrica del Titolo e del Capo cui appartiene il presente articolo è stata così modificata dall'art. 7, D.Lgs. 28.12.2013, n. 154 con decorrenza dal 07.02.2014. Si riporta di seguito il testo previgente: "LIBRO PRIMO. Delle persone e della famiglia - TITOLO SETTIMO. Della filiazione - CAPO PRIMO. Della filiazione legittima - SEZIONE PRIMA. Dello stato di figlio legittimo".

(5) Il presente articolo è stato abrogato dall'art. 106, D.Lgs. 28.12.2013, n. 154, con decorrenza dal 07.02.2014.