Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena
Codice penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 26 ottobre 1930, n. 251
Codice penale [codice penale]
Approvato con R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398

LIBRO PRIMO. Dei reati in generale - TITOLO QUINTO. Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena - CAPO PRIMO. Della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Della modificazione e applicazione della pena.
Articolo 133
Gravità del reato: valutazione agli effetti della pena

Nell'esercizio del potere discrezionale indicato nell'articolo precedente, il giudice deve tener conto della gravità del reato, desunta:

1. dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall'oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità dell'azione;

2. dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato;

3. dalla intensità del dolo o dal grado della colpa.

Il giudice deve tener conto, altresì, della capacità a delinquere del colpevole, desunta:

1. dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;

2. dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;

3. dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;

4. dalle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.

(1) (2)

 

-----

(1) La denominazione del Titolo Quinto sotto cui è rubricato il presente articolo è stata così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 16.03.2015, n. 28 con decorrenza dal 02.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente: “Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena”.

(2) La denominazione del Capo Primo sotto cui è rubricato il presente articolo è stata così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 16.03.2015, n. 28 con decorrenza dal 02.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente: "Della modificazione e applicazione della pena".

 

Vetrina